Una malattia sociale. Invertire causa ed effetto

20 Settembre 2015 · 1 min di lettura

Sembra una malattia sociale. Dal dibattito sugli scafisti alle discussioni sul caporalato, si invertono le cause e gli effetti. Oppure si nascondono le cause: guerre e sfruttamento. Anche perché in questo caso i cattivi non sono "loro" ma rispettabili signori occidentali

Sembra una malattia che ha contagiato tutti: giornalisti, politici. Si continua ad invertire causa ed effetto. E così deve essere un ragazzino siriano a ricordare a tutti che se non si vogliono i profughi basta fermare la guerra.

Nel dibattito sugli scafisti spunta pure la proposta istituzionale di bombardarli. Ma si dimentica che sono il prodotto del proibizionismo; la causa sono le frontiere chiuse e la mancanza di canali di accesso sicuri persino per chi fugge dalle zone di conflitto.

Infine, il dibattito sul caporalato è surreale. Nel dibattito corrente sarebbero dei criminali privi di qualunque connessione col tessuto produttivo, cattivi che “vengono dalla luna“. Invece svolgono una precisa funzione: sono chiamati dalle aziende che vogliono risparmiare sulla pelle dei lavoratori più ricattabili.

Infine i ghetti. Anche qui si dimentica la causa: lo sfruttamento selvaggio e i bassi salari.

CausaEffetto
Le guerre ->I profughi
Le frontiere chiuse ->Gli scafisti
Le aziende sfruttatrici ->I caporali
Lo sfruttamento ->Il ghetto
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