Storia dell’immigrazione in Italia

Dai profughi della seconda guerra mondiale passando per gli arrivi dalle ex colonie. Dai primi rifugiati all’omicidio di Jerry Masslo. Dagli albanesi alla strage di Lampedusa. Decenni di storia da cui non abbiamo imparato nulla.

21 Marzo 2023 Formazione Antonello Mangano

Il progetto

Ricostruire la storia dell’immigrazione in Italia

Il progetto nasce dal libro di Michele Colucci e ne ricava un percorso didattico multimediale.

Quasi 80 anni

Le prime significative presenze straniere in Italia risalgono al secondo dopoguerra: profughi e arrivi dalle ex colonie. Sono quindi quasi ottant’anni di storia.

Imparare dagli errori

Nonostante il tempo trascorso, non abbiamo imparato dagli errori. L’immigrazione è sempre un’“emergenza”, l’improvvisazione è la regola.

Dal libro al web

Il progetto nasce dal libro “Storia dell’immigrazione straniera in Italia. Dal 1945 ai giorni nostri” di Michele Colucci, Carocci editore. Dal testo abbiamo ricavato un percorso didattico multimediale.

Cronologia

Dal dopoguerra alla soglia del nuovo secolo

Le migrazioni non arrivano all’improvviso: cambiano nomi, rotte e categorie, ma si muovono dentro una storia lunga.

  1. 1948-1950
    Archivio fotografico del dopoguerra

    Il dopoguerra

    Da campi di concentramento a campi profughi

    Nella confusione del dopoguerra sono molti gli espatriati presenti sul territorio: soldati, prigionieri, esuli e persone in fuga.

    L’Italia non trova di meglio che ospitarli nei campi usati per la guerra. Tra i tanti, a Trieste la Risiera di San Sabba passa da campo di concentramento a campo profughi, in funzione per quindici anni dal 1950.

  2. 1959
    Fotogramma e materiali legati al film Arrangiatevi

    Immaginario pubblico

    “Arrangiatevi!”

    Alla fine degli anni Cinquanta la questione dei profughi è già al centro dell’immaginario, con le tensioni e le letture populiste che ne conseguono.

    Nel film di Totò “Arrangiatevi!” gli esuli istriani condividono un appartamento e non pagano le spese mediche: un frammento di cultura popolare che racconta bene il clima del periodo.

    Guarda il frammento
  3. 1960

    Ex colonie

    Gli arrivi dal Corno d’Africa

    Fino al 1960 l’Italia affronta la decolonizzazione. Perse Etiopia, Libia ed Eritrea, gestisce per dieci anni la transizione in Somalia.

    Alcune donne somale arrivano come domestiche, a volte al seguito di famiglie italiane che lasciano l’Africa. Poi arrivano militanti politici ed esuli dal Corno d’Africa e dalla Libia.

    In totale, dalle ex colonie arrivano circa 40 mila persone.

  4. 1970
    Mazara del Vallo

    Lavoro

    Mazara del Vallo

    All’inizio del decennio arrivano nel trapanese i primi tunisini. Hanno in tasca un visto turistico ma non l’autorizzazione al lavoro prevista da una circolare del 1963.

    Sono impiegati senza contratto sui pescherecci di Mazara del Vallo, ma anche nella raccolta delle olive e nelle vendemmie nel Belice del dopo-terremoto.

  5. 1971

    I numeri

    121.715 stranieri presenti

    Nel 1971 sono presenti in Italia 121.715 stranieri. A cavallo tra i Sessanta e i Settanta si sviluppa anche il flusso dell’immigrazione jugoslava: lavoratori e lavoratrici entrano in Friuli in numero crescente.

    È interessante la reazione opposta dei sindacati confederali: in Sicilia protestano contro i nuovi arrivati; nel Nord-Est si organizzano con i colleghi jugoslavi per sindacalizzare gli operai e scongiurare la corsa al ribasso dei salari.

  6. 1977
    Stranieri negli anni Settanta

    Anni Settanta

    Braccianti, studenti, domestiche

    La presenza di lavoratori stranieri non è ancora significativa rispetto a quello che diventerà nei decenni successivi. Prevalgono braccianti e studenti, spesso in Italia per ragioni politiche.

    Sono numerose anche le lavoratrici domestiche cattoliche, provenienti in genere da Capo Verde e Filippine, giunte attraverso reti di procacciamento e assistenza del mondo cattolico.

    Per il resto gli arrivi sono dalle ex colonie italiane e da paesi mediterranei prossimi: Egitto, Marocco, Tunisia e Jugoslavia.

  7. 1979
    Santa Maria della Pace a Roma

    Violenza razzista

    Ahmed Alì Jama bruciato vivo

    Ahmed Alì Jama è un profugo somalo di 35 anni. Partito da Mogadiscio per studiare diritto internazionale in Unione Sovietica, torna a casa nel 1973 e si oppone alla dittatura di Siad Barre.

    Fugge in Etiopia e poi in Italia. A Roma vive in strada, dormendo in un vicolo nei pressi di piazza Navona.

    Il 22 maggio 1979 muore bruciato vivo sulla soglia della chiesa di Santa Maria della Pace. È il primo grave delitto a sfondo razzista. Quattro giovani romani vengono prima condannati e poi assolti in appello e in Cassazione.

  8. 1980
    Boat people vietnamiti

    Rifugiati

    Dal Golfo del Siam ai dissidenti dell’Est

    Nel 1979 la Marina militare italiana organizza una missione umanitaria nel Golfo del Siam, inviando tre navi per soccorrere e portare in Italia i profughi in fuga dal Vietnam: i cosiddetti boat people.

    Sono 891 le persone coinvolte, poi ricollocate in Italia. L’accoglienza dei profughi, compresi i dissidenti dell’Est Europa, si inserisce nell’ambito della guerra fredda. Resta assente una legislazione organica.

  9. 1981

    I numeri

    287.672 stranieri presenti

    Nel 1981 sono 287.672 gli stranieri presenti in Italia. Fino alla metà degli anni Ottanta le frontiere sono sostanzialmente aperte, ma chi arriva si trova davanti un labirinto giuridico e amministrativo fatto soprattutto di circolari.

  10. 1987
    Filiera dell’arancia

    Terzo settore

    La delega al volontariato

    Nel 1987 lo Stato usa l’immigrazione per una sperimentazione che avrà molto spazio in seguito: il mondo del volontariato e delle associazioni riceve la delega del pubblico per occuparsi dei servizi rivolti ai migranti.

  11. 1989
    Servizio televisivo su Jerry Masslo

    Media e politica

    “Vu cumprà”, Jerry Masslo e la scoperta dell’immigrazione

    L’equazione immigrazione straniera uguale disagio sociale e degrado inizia a farsi strada. I media usano su larga scala il termine “vu cumprà” per definire tutti gli immigrati, appiattiti sull’immagine stereotipata del venditore ambulante.

    Il 27 febbraio 1989 il Corriere della Sera introduce nella cronaca milanese il neologismo “vu drugà”, in una pagina dedicata a una retata di spacciatori di origine africana.

    La notte del 23 agosto alcuni rapinatori uccidono il profugo sudafricano Jerry Essan Masslo a Villa Literno. Il 7 ottobre una manifestazione nazionale di circa 150.000 persone sfila nel centro di Roma.

    Nello stesso anno, alle regionali sarde si presenta una lista chiamata “Difesa del lavoro contro l’immigrazione clandestina”. Nasce anche la Lega Nord, che in breve diventa il secondo partito in Lombardia.

  12. 1990
    La Pantanella a Roma

    Casa e violenza

    Nazi skin e Pantanella

    Una serie di attacchi contro i migranti si verifica a Roma, Caserta, Cerignola e Bologna. Protagonisti sono spesso i cosiddetti naziskin. A Bologna la banda della Uno bianca uccide due abitanti di un campo Rom.

    Lo sgombero della Pantanella, ex fabbrica di pasta, mette in evidenza l’emergenza abitativa che colpisce soprattutto i rifugiati: gruppi di centinaia di immigrati vengono spostati da una parte all’altra dell’hinterland romano senza un intervento concreto sul destino abitativo.

  13. 1991
    La nave Vlora carica di persone

    Albania

    La nave Vlora e lo spartiacque albanese

    L’immagine della nave Vlora stracolma di persone rimane nell’immaginario italiano e concretizza la paura dell’invasione.

    Nei porti di Brindisi, Bari e Otranto arrivano circa 28.000 albanesi in pochi giorni. La prima risposta è segnata dalla solidarietà.

    Tutto cambia quando a Bari arrivano 20.000 persone su un unico mercantile costretto a partire da Durazzo. Dopo giorni senza acqua e cibo, molti si gettano in mare per raggiungere il molo. Il governo Andreotti sceglie la linea dura: concentrazione nello stadio di Bari, assedio per otto giorni e rimpatri con inganni e false promesse.

  14. 1999
    Missione Arcobaleno

    Kosovo

    Missione Arcobaleno

    Il governo D’Alema promuove la missione Arcobaleno, un intervento di soccorso ai profughi in fuga dal Kosovo. Tra le azioni c’è il ponte aereo che porta 6.000 persone dalla Macedonia all’ex base di Comiso, in Sicilia.

    A fine missione emergono furti e sprechi, ma per prescrizione nessuno degli imputati viene condannato.

  15. 2001
    Persone in attesa

    I numeri

    Superata la soglia del milione

    Nel 2001 si supera la soglia psicologica di un milione di residenti stranieri. Contemporaneamente si stabilizzano le nazionalità più presenti: Marocco, Albania, Romania, Filippine.

    Le cifre smentiscono l’allarme “invasione dall’Africa” ricorrente sui media. I residenti stranieri arrivano a 1.334.889; la crescita percentuale sulla popolazione residente passa dal 5,4% del periodo 1981-1991 al 14,1% del 1991-2001, per poi scendere all’11,7% tra 2001 e 2011.

Norme

Le leggi inseguono l’emergenza

Dalle circolari degli anni Sessanta ai centri di espulsione e al legame tra lavoro e permesso: la normativa arriva quasi sempre dopo i fatti.

1963-1979

Assunzione all’estero e “prima gli italiani”

Già nel 1963 una legge prevede per uno straniero l’offerta di impiego quando si trova ancora in patria. Il datore deve presentare richiesta all’Ufficio provinciale del lavoro, che accerta l’indisponibilità di italiani. L’assunzione nel paese di origine e il principio della preferenza nazionale non nascono con la Bossi-Fini.

1986

La legge Foschi

La prima legge prova a mettere ordine, ma in pratica raccoglie norme esistenti, soprattutto in tema di ricongiungimento familiare. Conferma il collocamento all’estero solo in mancanza di lavoratori italiani e introduce una sanatoria per 116.000 persone.

1990

La legge Martelli

L’emozione seguita all’omicidio Masslo porta alla prima normativa organica sull’immigrazione: diritto d’asilo, permessi di soggiorno, programmazione dei flussi e una sanatoria per circa 225.000 persone.

1992

La legge sulla cittadinanza

La riforma premia gli italiani all’estero e i loro discendenti, penalizzando gli immigrati in Italia. I figli di stranieri nati in Italia devono richiedere la cittadinanza dopo una residenza ininterrotta fino ai 18 anni; la naturalizzazione per residenza resta discrezionale e legata a dieci anni di permanenza.

1998-1999

Turco-Napolitano e centri di espulsione

Dopo la legge Puglia del 1995, con l’esercito ai posti di frontiera, la Turco-Napolitano lega sempre più l’immigrazione alla sicurezza: quote in base al mercato del lavoro, semplificazione delle espulsioni e nascita dei CPT. Il 9 dicembre 1999 tre tunisini muoiono nell’incendio del centro Serraino Vulpitta di Trapani.

2002

La Bossi-Fini

La norma rimane in parte in continuità con il passato, anche con la sanatoria più grande di sempre, 634.728 persone. Per altri aspetti risente del clima securitario: il permesso di soggiorno viene legato al contratto di lavoro, entrare legalmente diventa quasi impossibile.

2008-2009

Respingimenti e pacchetto sicurezza

L’accordo Gheddafi-Berlusconi sui respingimenti in mare rende più difficile l’unico canale di accesso legale, l’asilo. L’anno successivo il pacchetto sicurezza continua a trattare l’immigrazione come emergenza di ordine pubblico.

Le stragi

Il Mediterraneo come frontiera mortale

La strage di Cutro è soltanto l’ultima di una lunghissima serie di naufragi, conseguenza delle politiche dell’Europa Fortezza. Il Mediterraneo è diventato il tratto di mare più mortale al mondo.

1996

Portopalo

Al largo delle coste siciliane si inabissa la nave Yohan. I morti stimati sono 283.

1997

Katër i Radës

Durante il blocco navale ordinato dal governo Prodi, la corvetta Sibilla sperona la nave albanese. I morti saranno 57; nessuna condanna se non per i comandanti delle due navi.

2013

Lampedusa

Il 3 ottobre un naufragio spaventoso al largo di Lampedusa provoca 368 morti e 20 dispersi.

2023

Cutro

La strage di fronte alla costa calabrese provoca circa 81 morti. È l’ultima di una lunghissima serie di naufragi.

Lavoro

Lavoro e sindacalizzazione

La storia dell’immigrazione non coincide con gli sbarchi: è anche storia del lavoro agricolo, domestico, industriale e logistico.

Articolo di Romano Prodi sul Corriere della Sera

Quello che non vogliono più fare

Nel 1977 il Corriere della Sera pubblica un editoriale di Romano Prodi dal titolo brutale “In Italia mancano i negri”, indicativo dell’approccio della classe dirigente. Alla fine del decennio è già chiaro che i migranti svolgono lavori rifiutati, pesanti e rischiosi. Si fa strada il luogo comune secondo cui gli italiani non gradiscono più certe attività, lasciandole agli stranieri. Ma né autoctoni né immigrati decidono davvero: entrambi subiscono l’impostazione del mercato del lavoro.

Rivolta di Rosarno

Rivolta nei campi

Dal 2008 il tema del lavoro migrante assume nuova centralità: la strage di Castel Volturno è seguita dalla rivolta dei lavoratori africani. La protesta si ripete a Rosarno nel 2008 e nel 2010, e culmina con lo sciopero dei raccoglitori di pomodori a Nardò nel 2011.

Lavoratori della logistica

Triangolo della logistica

Nel triangolo della logistica centrato su Piacenza si moltiplicano scioperi e blocchi dei lavoratori, in gran parte con background migratorio.

Abd El Salam

Abd El Salam

I picchetti sono spesso caricati dalla polizia. Nel 2016 muore Abd El Salam, travolto da un camion che forza un blocco.

Fase recente

Dal 2007 a oggi

La retorica dell’emergenza resta, ma nel frattempo cambiano rotte, numeri, cittadinanze e generazioni.

Allargamento europeo a Est

2007

L’allargamento a Est

Con l’ingresso dei paesi orientali nell’Unione Europea non esistono più frontiere con Romania e Bulgaria. L’arrivo da Est è affrontato con improvvisazione e allarmismo.

Nel 2007 Roma è scossa dall’omicidio Reggiani e dalle successive spedizioni punitive. Il centrosinistra si accoda all’approccio securitario della destra.

Naufragi e scandali

2013-2016

Mare Nostrum, sbarchi e Mafia Capitale

Dopo il naufragio del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa parte la missione di soccorso Mare Nostrum.

Solo due anni prima gli arrivi dalla Tunisia dopo la rivoluzione dei gelsomini erano stati gestiti con espulsioni di massa. L’aumento degli arrivi dalla Siria e da varie crisi africane produce la solita emergenza sbarchi.

Nel 2016 ci sono 181.000 arrivi e il 61,3% di dinieghi alle richieste di asilo, con una vasta area di irregolarità e precarietà a disposizione di sfruttatori e caporali.

Nel 2014 Mafia Capitale svela il volto corrotto dell’accoglienza. L’opinione pubblica associa l’immigrazione agli sbarchi e alla gestione affaristica dei migranti; tutto il resto sparisce.

Persone in attesa

2022

Di nuovo emigranti

Dal 2008 la presenza straniera si assesta attorno ai 5 milioni. Nel 2022 un rapporto della Fondazione Migrantes segnala che gli italiani all’estero hanno superato gli stranieri residenti in Italia: 5,8 milioni contro 5,2.

È il prodotto della ripresa delle migrazioni all’estero e della cristallizzazione degli arrivi, ormai in buona parte dovuti a ricongiungimenti familiari.

Il dibattito sulle seconde generazioni arriva al culmine quando siamo già alle terze e quarte. Per la classe politica, una riforma dello ius soli appare ancora un traguardo troppo ambizioso per circa un milione di ragazzi e ragazze nati in Italia.

Il libro

Storia dell’immigrazione straniera in Italia. Dal 1945 ai giorni nostri

Per la prima volta si propone una ricostruzione storica dell’immigrazione straniera in Italia a partire dal 1945. Ingressi, flussi, leggi, generazioni, lavori, conflitti e speranze si intrecciano fino ai nostri giorni.

Il volume è di Michele Colucci, pubblicato da Carocci editore.

Vai alla scheda Carocci

Resta in contatto

Bastano meno di 5 secondi e sarai aggiornato su quello che facciamo: libri, eventi e nuove inchieste.