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Rosarno. Beton Medma, il gioco dove perdono tutti

Rosarno
Rosarno, lo sgombero della Rognetta. Gennaio 2010

Alcuni residenti di Rosarno protestano contro il centro di accoglienza. Due milioni di finanziamento, lavori fermi dopo 6 anni, speso oltre un milione senza risultati. Il centro dovrebbe nascere su un bene confiscato alla ‘ndrangheta, ma i lavori si sono fermati per una interdittiva antimafia. Sembra la “guerra tra poveri”, è invece un gioco dove perdono tutti.

     

I ruderi della fabbrica che lavorava per la Fanta? Un centro polivalente con campi da tennis. Il cementificio confiscato ai mafiosi? Una foresteria per i migranti. Da dicembre 2008 a gennaio 2010 le rivolte degli africani sconvolgono un territorio dominato dai clan dei Bellocco e dei Pesce. La ‘ndrangheta arretra, inizia l’era degli arresti e dei sequestri di beni, il comune è sciolto per mafia e arriverà una sindaca non compromessa con la criminalità.

Parallelamente, si avvia un “progettificio” in nome dei migranti. Niente di male, in teoria. I soldi europei dovrebbero creare strutture a favore dei braccianti impegnati nella raccolta delle arance. Corsi di formazione, laboratori e centro di accoglienza con una sessantina di posti letto.

A distanza di anni, si vede poco. E quel poco basta ad accendere la contrapposizione tra residenti e africani.

I progetti

I progetti

Il luogo prescelto è altamente simbolico: la Beton Medma, un cementificio confiscato ai Bellocco. Il progetto vale circa due milioni di euro del PON Sicurezza, ma dopo sette anni non è ancora concluso. L’ultimo ostacolo in ordine di tempo, l’assenza di un nulla osta antimafia per la ditta che eseguiva i lavori. Nell’ottobre 2016 un gruppo di residenti disagiati occupa la struttura al grido di “prima gli italiani”. Il 7 novembre, il Comune di Rosarno (a guida centrista) emette un’ordinanza di sgombero del “Villaggio Italia”, cioè l’occupazione abusiva.

Una interrogazione presentata dalla Lega chiede perché si è deciso il definanziamento dopo aver speso 1 milione e 300mila euro. E conclude invitando a spendere i soldi “per gli italiani e non per i migranti”. Il rappresentante calabrese del movimento “Noi con Salvini” dichiara che dopo “la Brexit e l’elezione di Trump si può vincere sui poteri forti”.

Sembra la solita storia della “guerra tra poveri”, si tratta invece di un gioco “a somma zero” dove perdono tutti. I migranti si sono limitati a fare da spettatori. Lo scontro è tra italiani, per la destinazione del denaro pubblico.

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.