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Raccolta delle arance nel catanese, tunisini non pagati e picchiati

Non è un’economia povera. Eppure anche dietro l’arancia rossa si nascondono episodi di violenza e sfruttamento. L’ultimo in ordine di tempo a Scordia, provincia di Catania. Due tunisini chiedevano il giusto compenso per le giornate di lavoro negli agrumeti. Un’aggressione e denti rotti sono stati il risultato della richiesta

     

Gli aranceti della Piana di Catania

È una di quelle notizie che rimangono nascoste nella cronaca locale. Ma anche la spia di un fenomeno più grave. Pur non essendo caratterizzata da un caporalato strutturato, la raccolta delle arance del catanese è segnata da fenomeni di intermediazione e violenza.

Quello che capita più spesso è il mancato pagamento delle giornate lavorative. In questo caso, due tunisini residenti a Scordia (la città delle arance rosse) hanno chiesto ai mediatori quanto dovuto. Come risposta sono stati aggrediti. A uno di loro hanno rotto i denti. L’episodio è avvenuto nello spiazzo del distributore di benzina dove ogni mattina si raccolgono le braccia impiegate nella raccolta degli agrumi.

Il settore dell’arancia rossa, come denunciato dal rapporto FilieraSporca 2015, rappresenta un fatturato importante ed esporta in tutto il mondo. Nonostante ciò, dietro la raccolta si nascondono gravissimi esempi di sfruttamento.

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Redazione terrelibere