Qatar, i mondiali della vergogna. Migliaia di asiatici ridotti in schiavitù

3 Aprile 2016 · 1 min di lettura

Sfruttamento e fondamentalismo. Grattacieli e ultramodernità. Qual è il vero volto degli Emirati? I mondiali di calcio 2022 in Qatar saranno un'ottima occasione di chiarimento. Innanzitutto per noi

Da un lato  i mondiali di calcio, le società finanziarie e immobiliari, i grattacieli e i canali satellitari. Il turismo e gli investimenti. Le compagnie aeree e il petrolio.

Dall’altro la riduzione in schiavitù dei lavoratori asiatici, l’assenza di diritti per le donne e il fondamentalismo.

Qual è il vero volto degli Emirati? I mondiali di calcio 2022 in Qatar saranno un’ottima occasione di chiarimento. Innanzitutto per noi.

Si chiama “sponsorship”, ma è una forma di schiavismo legalizzato. Il lavoratore – quasi sempre proveniente da Nepal, Pakistan o Bangladesh – entra nel paese grazie alla garanzia di un padrone e con un contratto. Durante la sua permanenza è rigidamente legato a quel documento. Non può cambiare nulla della sua condizione. Il risultato sono condizioni estreme di lavoro e di alloggio.

Leggi la denuncia di Amnesty International

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