Libreria Racconti

Piombi su di loro la morte

shock economy

L’economia della droga si estende sempre più. È una vera filiera che coinvolge italiani e stranieri, gradi trafficanti e disgraziati destinati a una vita in galera. Consumatori e piccoli spacciatori sono sempre più figure sovrapposte. Ha ancora senso appellarsi alla legalità, ai valori di una classe media che sta per essere spazzata via? L’antiproibizionismo può essere la soluzione? Cinque fotogrammi per riflettere

     

Sicilia, scuola media di periferia. La campanella fa iniziare la ricreazione. Uno prende i gessetti, l’altro li frantuma, il compagno divide le dosi e le ragazze preparano le bustine. È il loro gioco preferito. È quello che vedono quando rientrano a casa. Il gioco dello spaccio. In quartiere, dopo la vendita dei carichi di coca si va a fare la spesa, si compra la carne in macelleria, si pagano le bollette.

Roma, quartiere Laurentino. Piscio di gatto, mandorlato, lisca di pesce. Er pantera non è uno spacciatore, ma un sommelier della coca. Mostra le dosi, i prezzi, le tecniche per tagliare. È una guida esperta, il suo locale è il migliore centro di distribuzione del quartiere. Non ha neppure timore di mostrare la sua abilità di fronte a una telecamera. È diventato persino il protagonista di un documentario.

Cassano allo Jonio. «Piombi su di loro la morte, scendano vivi negli inferi perché il male è nelle loro case, è nel loro cuore». Una donna cita il più spaventoso dei salmi. Il suo cuore è devastato dal dolore. Dieci litri di benzina e il fuoco hanno lasciato appena le ossa del suo bambino. Insieme a quelle del nonno e della sua compagna marocchina. Un colpo alla testa e poi le fiamme. Così si gestiscono le controversie sullo spaccio in Calabria. Il piccolo era già stato in cella con la madre. A tre anni aveva già visto bustine bianche, tossici per casa, sbarre di galera. Un Tribunale incosciente lo aveva affidato al nonno braccato dalla vendetta. Era da un destino che tutti conoscevano. Tranne i giudici. «Toglietelo da qui», aveva detto il nonno. «Portatelo in una casa con i muri alti», aveva chiesto il padre. Nessuno li ha ascoltati.

Roma, quartiere Pigneto. La giornata comincia alle sei del pomeriggio. I tavolini degli aperitivi, le dosi agli incroci. Prima solo i cumuli di spazzatura della notte precedente. Il quartiere ha messo alle spalle il suo sogno da Village laziale. L’aria cosmopolita si trova appena nell’arredamento vintage di qualche locale, per il resto è più facile sentire tutti i dialetti del centrosud che una sola parola d’inglese. Il quartiere degli artisti è diventato rapidamente quello dei tossici.

Gli spacciatori regolano le controversie con le mazze e i coltelli. I trafficanti portano la roba con pacchi da dieci chili, sicuri che sarà presto smaltita. Gli abitanti sono stanchi di subire, anche se fino a pochi anni fa la zona era ancora più malfamata. Ma chi sono i consumatori? È un immenso fallimento umano quello dei creativi che richiedono al mercato quantità enormi di ogni sostanza stupefacente. Ogni giorno il denaro si sposta dalla borghesia della provincia centromeridionale ai giovani precari fino ai trafficanti. Il mercato, come sempre, fa il suo lavoro.

Roma, Teatro Centrale Preneste «Interi quartieri della città sono zone perdute». Parla Luigi Nieri, vicesindaco della Capitale parla al pubblico del Pigneto. «Cosa possiamo fare? Niente. Con l’austerity il comune è impotente. Non stiamo tagliando più gli sprechi, ma direttamente nella carne viva». Il welfare lo gestisce la criminalità. Stipendi puntuali, pagamento in contanti e niente tasse. San Basilio, Tor Bella Monaca. Lost lands.

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore della casa editrice “terrelibere.org”. E’ autore dei libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010) e "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Collabora con MicroMega, Repubblica.it, L'Espresso.