I riti vodoo per terrorizzare, i debiti del viaggio, i figli da mantenere in patria, le piazzole controllate dalla malavita, la polizia. Tre ragazze straniere raccontano perché sono finite a vendersi in Italia. E come provano a sfuggire

    DI ANTONELLO MANGANO ED ELISA ODDONE

    Pubblicato sull’Espresso

    La sera del 15 novembre, ogni anno, le unità dei servizi sociali anti-tratta scendono in strada in contemporanea in 63 città italiane. Da Asti a Catania, centinaia di operatori raccolgono elementi per disegnare una mappa nazionale del fenomeno. Durante l’ultima uscita hanno incrociato più di 2.800 persone che si prostituivano in strada. Tra loro ci sono rom bulgare che scendono ad aspettare clienti di fronte al portone di casa; signore cinesi di mezza età nelle vie di Mestre e Milano; minorenni nigeriane sulle strade provinciali piemontesi. Vengono dalle zone più povere dei rispettivi paesi: i villaggi rurali del Liaoning, Edo State, le città a cavallo tra Bulgaria e Romania. Sono vittime. Ma anche protagoniste di una guerra privata per l’emancipazione.

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