Nella ricca valle della gomma, il lavoro delle donne vale 150 euro al mese

Stefania Prandi e Antonello Mangano
  In cima alla filiera c'è una lussuosa auto tedesca - magari una Porsche - e in coda uno scantinato umido di un paese del bergamasco. Qui alcune donne marocchine puliscono a mano i residui della gomma. Esiste ancora il cottimo, un cottimo brutale dove si lavora tutto il giorno in casa, con i bambini a respirare veleno, per pochi spiccioli. In uno dei distretti industriali considerati tra le eccellenze italiane: la "Rubber Valley". In quelle valli, nei paesi della Lega, convivono imprenditori milionari e lavoratori costretti a vivere di carità
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Pubblicato su Gli Stati Generali

[inchiesta di Antonello Mangano e Stefania Prandi] «Per la sbavatura, per staccare la guarnizione dallo stampo, bisogna essere veloci. Andavo a farmi dare le scatole dal nostro vicino, ma poi mio marito non ha più voluto. C’era il rischio che i bambini ingoiassero i pezzetti. E i mucchi degli scarti in casa, in mezzo al salotto, facevano un odore terribile. Ho dovuto smettere. Ho anche avuto problemi di salute, mi si infiammava la gola, sono andata dal medico, ho preso delle medicine».

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