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Migranti. La foto dell’anno e le storie che non vogliamo più ascoltare

Qualche mese fa l’Europa si è commossa per i bambini profughi morti nel tentativo di sfuggire alla guerra. Una decisione l’ha presa. Distinguere migranti economici da richiedenti asilo. Con un foglio di carta. Con una comunicazione in una lingua incomprensibile. Con procedure fuori da ogni legge. I respinti sono accampati nelle città siciliane. Senza soldi, non possono andare né avanti né indietro

     

Foto © Borderline Sicilia

La fotografia simbolo del 2015 poteva essere quella dei bambini profughi morti nel tentativo di raggiungere l’Europa.

Invece dovremo ricordare i respinti da Lampedusa accampati di fronte alla Questura di Agrigento. Fantasmi creati dall’Europa dopo l’ondata di commozione. Sono “migranti economici“.

Così sono stati definiti grazie al “foglio notizie”, un questionario distribuito da polizia italiana e uomini di Frontex. Contro ogni legge e diritto.

Queste le altre storie dell’anno che in pochi hanno letto:

  • i potenziali richiedenti asilo portati nell’hub di Siculiana, ovvero un albergo
  • i minori ammassati negli ultimi giorni dell’anno a Palermo, in un delirio di pratiche burocratiche senza umanità
  • gli eritrei bloccati a Lampedusa perché rifiutano di farsi prendere le impronte e rimanere in Italia; e lì sono ancora e aspettano
  • i 150 marocchini e tunisini respinti perché “migranti economici”; abbandonati senza cibo; solo i consolati dei rispettivi paesi e la Caritas hanno acquistato da mangiare e i biglietti del treno.

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Redazione terrelibere