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La jungle di Calais. Diecimila profughi bloccati davanti all’Inghilterra

Rilevatori d’ossigeno e del battito del cuore. Cani e scanner. Sono le misure inglesi per impedire l’ingresso dei profughi. Dall’altro lato della Manica sono ormai in diecimila. Attendono nell’immenso ghetto chiamato “jungle” un’occasione per passare. Già in venti sono morti

     

Foto di Sara Prestianni

Il Regno Unito ha eretto muri e attivato controlli di ogni tipo per evitare l’accesso dei migranti sul suo territorio: rivelatori di ossigeno, del battito del cuore, cani, scanner, controlli inglesi in territorio francese.

La jungle di Calais, da quando il comune ha deciso di segregare i migranti nella zona industriale, si è trasformata in una e vera e propria bidonville con centinaia di tende e capanne, habitat precari, negozi, chiese e moschee. Afgani, Kurdi, Siriani, Iracheni, Sudanesi, Eritrei, Pakistani, Biduns (apolidi del Kuwait), Iraniani.

Mappa di Calais e della Manica

Il numero dei migranti nel litorale si è moltiplicato, arrivando ad essere quasi 10.000, mentre il passaggio per l’Inghilterra è diventato quasi impossibile.

Sono una ventina i migranti morti dall’inizio dell’anno a questa frontiera, annegati, schiacciati nell’eurotunnel o investiti sulle autostrade.

Il racconto di Sara Prestianni
La galleria fotografica

 

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Redazione terrelibere