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Il modello californiano. Dal Messico agli USA contro le fragole dello sfruttamento

“Abbiamo deciso di venire fuori dalle ombre e di entrare nella luce del mondo”. Dal Messico agli Stati Uniti i braccianti più poveri si ribellano allo strapotere delle grandi aziende e chiedono salari dignitosi

     

La caserma della polizia incendiata in Messico

Baja California, Messico. Anni di salari da fame hanno fatto esplodere i contadini. Scontri e spari di proiettili di gomma, persino una caserma della polizia completamente incendiata. “La stessa rabbia sta crescendo tra i contadini indigeni lungo tutta la costa del Pacifico. Da San Quintín in Messico a Burlington, a un’ora dal confine canadese”. Tutta la costa si sta ribellando allo sfruttamento.

The same anger is building among indigenous farm workers all along the Pacific Coast, from San Quintín in Mexico to Burlington, an hour south of the US border with Canada.

Fragole, mirtilli e more sono raccolti da braccianti indigeni del Messico meridionale, spesso provenienti dagli stessi paesi. I prodotti sono poi esportati nei cinque continenti.

Protesta nella parte settentrionale degli Stati Uniti, Washington State

Le grandi aziende americane organizzano sempre più l’emigrazione. Sierra Cascade, che possiede piantagioni in Tulelake, California, ha un ufficio di reclutamento della manodopera a San Quintín.

I bassi salari annientano la possibilità di una vita migliore. “Se aziende come Driscoll sono internazionali, anche i lavoratori devono diventarlo”, dice un sindacalista. “Voglio dire ai nostri fratelli negli Stati Uniti che noi stiamo piangendo da questa parte del confine. Così come negli Usa, qui a San Quintìn abbiamo deciso di venire fuori dalle ombre e di entrare nella luce del mondo”.

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Redazione terrelibere