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Hotspot. La fabbrica dei migranti irregolari

     

“We are all victims of polical games”. Migranti a Lampedusa


Siamo tornati indietro di dieci anni.
Quando dalle strutture dello Stato uscivano migranti undocumented. Li chiamavano “clandestini”, ma erano il prodotto di leggi prive di senso.

Con gli hotspot siamo tornati a quel paradosso. Una intervista sommaria nei centri di primo arrivo (Pozzallo, Lampedusa). La divisione arbitraria tra richiedenti asilo e migranti economici. Per questi ultimi, decreti di espulsione che non potranno essere applicati.

Uomini e donne incastrati nell’irregolarità. Non potranno lavorare in regola. Saranno braccia ricattabili per l’agricoltura e l’edilizia. Vivranno nel terrore di essere fermati.

Leggi il rapporto di Asgi e delle altre associazioni

L’inchiesta di Michele Sasso sull’Espresso

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.