terrelibere.org

Filiere. Dietrol’etichetta

Agromafia e caporalato, grave sfruttamento in agricoltura, migranti schiavi nei campi, ghetti. Di cosa stiamo parlando? Il problema è l’“emergenza migranti” oppure il modo di produrre dell’agricoltura contemporanea? Il “progetto filiere” vuole spostare l’attenzione dall’effetto – i migranti sfruttati – alla causa: una filiera iniqua dominata dalla grande distribuzione. Il cibo è troppo importante per lasciarlo ai giochi del mercato.

Iniziamo

Progetto di Antonello Mangano

Il progetto

Ricostruire la filiera dai campi agli scaffali del supermercato

Lo sfruttamento

Ormai da trent’anni l’agricoltura italiana è macchiata dal grave sfruttamento di lavoratori migranti e italiani. Non c’è solo il caporalato. Gravi violazioni dei diritti umani si compiono ai danni di lavoratrici e lavoratori da Nord a Sud.

Che fare?

Proviamo ad agire. Informiamoci sulle filiere. Impegniamoci a non consumare i prodotti più a rischio che si trovano sugli scaffali dei supermercati finché la GDO non ci fornirà informazioni dettagliate sul rispetto dei diritti dei lavoratori.

Scopriamo le filiere

Le filiere

Prodotti e luoghi di produzione in Italia

Il percorso delle arance

Rosarno

La filiera del pomodoro

Foggia

Serre per tutto l’anno

Ragusa

L’export della frutta

Saluzzo

Il percorso del vino

Asti e Chianti

I braccianti indiani

Latina

La mappa

In nero le situazioni critiche

La strage dei campi

Negli ultimi anni, circa 1500 lavoratori sono morti nei campi. Bruciati vivi negli incendi dei ghetti. Investiti da un treno. Deceduti di febbre o d’infarto. Da Nord a Sud.

2012. I rumeni di Rossano

Un treno travolge il furgone con cui tornano dai campi. Le imprese di pompe funebri si contendono i cadaveri a calci e pugni.

2015. Paola Clemente

Muore per il caldo e le condizioni di lavoro. Formalmente legale, nella realtà caporalato mascherato.

2017. Mamadou Konate e Nouhou Doumbia

Durante l’incendio del ghetto di Rignano due ragazzi del Mali perdono la vita.

2018. Becky Moses a Rosarno

Durante l’incendio del ghetto, una ragazza nigeriana muore bruciata viva.

2018. Soumayla Sacko

Un sindacalista originario del Mali è ucciso a fucilate mentre aiuta i compagni.

2018. I 16 di Foggia

Sedici braccianti di ritorno dai campi muoiono in due incidenti stradali.

Glossario. Di cosa stiamo parlando

Caporalato

Un metodo di produzione

Il caporalato è un modo di organizzare il lavoro funzionale alle imprese: in questo modo evitano assunzioni e risparmiano sui costi. È una parte del problema, non “il” problema.

Il caporale organizza le squadre, si accorda con i padroni su tempi e paghe e gestisce le modalità del lavoro.

Agromafia

Chi sono i mafiosi?

Con “agromafia” si indicano le attività della criminalità organizzata nel settore agro-alimentare. Il gruppo mafioso usa o minaccia violenza e impone una signoria territoriale attraverso l’intimidazione.

Schiavi

Le catene invisibili

I migranti nei campi, pur potendosi spostare, sono vincolati da uno stato di necessità, dal bisogno economico e da leggi che legano i documenti al contratto di lavoro e alla residenza.

Accoglienza

Confondere profughi e lavoratori

Stiamo parlando di lavoratori che non riescono ad affittare normali abitazioni perché sfruttati. Con salari equi non esisterebbe la necessità dell’accoglienza.

Clandestini

Semplicemente senza documenti

La situazione è fluida: richiedenti asilo, rifugiati con documenti in scadenza e lavoratori licenziati possono scivolare nell’irregolarità. Sono leggi ingiuste a produrla.

Emergenza

Un fenomeno trentennale

Le prime tracce del grave sfruttamento risalgono a trent’anni fa. Eppure si interviene ancora con strumenti emergenziali, dimenticando che si tratta di raccolta dell’ortofrutta e non di terremoti.

Le aziende

Filiera, supermercati e multinazionali

La struttura della filiera

Schema della struttura della filiera

Clicca per ingrandire

La struttura a tre strati: piccoli produttori, strutture intermedie e acquirenti finali.

Il cuore del problema

Nel 1996 “Life” pubblicò la foto di bambini pakistani che cucivano palloni per Nike. L’azienda disse di non conoscere tutti i livelli della subfornitura.

Nel 2012 “The Ecologist” scrisse che Coca Cola utilizzava arance di Rosarno raccolte da lavoratori sfruttati.

Oggi sappiamo che il tema riguarda tutti: la competizione selvaggia e la produzione a basso costo non risparmiano nessuno.

Alcuni casi esempio

Rosarno — Coca Cola (2012)

Nel 2012 “The Ecologist” scrive che Coca Cola acquisterebbe arance raccolte da lavoratori africani sfruttati. L’azienda ha comunicato i suoi fornitori e dichiarato disponibilità a intervenire in progetti sul territorio.

Vittoria — Coop (2015)

Diverse inchieste evidenziano il doppio sfruttamento nelle serre di Vittoria. Coop avvia ispezioni presso i propri fornitori senza riscontrare criticità.

Nardò — Mutti, Cirio (2015)

Secondo atti giudiziari, pomodori raccolti sotto caporale venivano conferiti tramite più passaggi a grandi aziende. Le aziende dichiarano di conoscere il primo fornitore e di adottare codici di condotta.

Rosarno — Esselunga (2017)

La campagna FilieraSporca chiede informazioni sulla filiera. Esselunga risponde che i fornitori devono sottoscrivere e rispettare il Codice etico.

Huelva — Lidl (2018)

Un’inchiesta ripropone il tema dello sfruttamento sessuale e lavorativo nelle serre di Huelva. Lidl dichiara controlli regolari e certificazione Global GAP.

Le aziende citate non sono in alcun modo colpevoli. Si segnalano casi emersi da atti giudiziari e inchieste giornalistiche e si pone un problema: le misure prese per assicurarsi che nella propria filiera non ci siano prodotti provenienti da grave sfruttamento sono sufficienti?

Cronologia

Una “emergenza” che dura da trent’anni

  1. Jerry Masslo

    Con l’omicidio di Jerry Esslan Masslo, rifugiato sudafricano, l’Italia scoprì l’immigrazione. Raccoglieva pomodori a Villa Literno in condizioni di grave sfruttamento e sotto caporalato.

    1989
  2. Io schiavo in Puglia

    Il reportage di Fabrizio Gatti sull’Espresso svela le condizioni della raccolta del pomodoro in Capitanata.

    2006
  3. La rivolta di Rosarno

    Dopo l’ennesima aggressione, i braccianti africani si ribellano allo sfruttamento e alla violenza mafiosa.

    2010
  4. Lo sciopero di Nardò

    Un gruppo di lavoratori guidati da Yvan Sagnet interrompe la raccolta e chiede condizioni migliori.

    2011
  5. Le braccianti rumene di Vittoria

    Un reportage svela lo sfruttamento lavorativo e sessuale di molte donne romene nelle serre ragusane.

    2014
  6. Paola e gli altri

    Durante l’estate muoiono numerosi braccianti. Il caso più noto è quello di Paola Clemente.

    2015
  7. Lo sciopero di Latina

    Imponente astensione dal lavoro e manifestazione dei braccianti di origine sikh.

    2016
  8. L’anno delle stragi

    Incendi, incidenti e violenza segnano uno degli anni più drammatici per i lavoratori agricoli.

    2018

È ora di cambiare!

Vai alle proposte

Le proposte

Trasparenza, responsabilità, diritti. Tre proposte per cambiare

1. Etichetta narrante

Obbligo di un’etichetta che indichi la composizione del prezzo, gli indici di congruità e tutti i passaggi della filiera, compreso il campo di coltivazione.

3. Tutela dei lavoratori

Rilasciare documenti, abbandonare gli interventi d’emergenza e garantire diritti e indennità ai braccianti che lavorano realmente nei campi.

Copertina del libro Lo sfruttamento nel piatto

Un libro che indaga la filiera di alcuni prodotti agricoli ad alto rischio, dalle arance ai pomodori, all’uva.

Andando a ritroso dal supermarket ai centri di distribuzione, fino alle serre e ai campi, scopriamo che caporalato e globalizzazione convivono.

Lo sfruttamento nel piatto

Vuoi saperne di più?

Rosarno

Rosarno

Arance e violenza

Dai primi anni ’90, i braccianti stranieri convergono sempre più numerosi nella Piana di Gioia Tauro per la raccolta delle arance.

Sono vittime di grave sfruttamento, della durezza delle condizioni abitative e spesso di violenza mafiosa. Mentre i produttori lamentano la crisi dell’agricoltura, i braccianti ricattabili sono l’anello debole su cui scaricare i disagi del territorio.

Mappa di Rosarno

Foggia

Foggia

Pomodori e caporali

Dai primi anni ’90, i braccianti stranieri convergono sempre più numerosi nella provincia di Foggia per la raccolta del pomodoro.

All’inizio sono lavoratori dell’Est, quindi magrebini e poi africani subsahariani. Sono vittime di grave sfruttamento, della durezza delle condizioni abitative e spesso di violenza.

Mappa di Foggia

Ragusa

Vittoria

Prodotti di plastica

In provincia di Ragusa, le serre si distendono a perdita d’occhio. Migliaia di donne romene lavorano in campagna, spesso con i figli piccoli.

Nel totale isolamento subiscono ogni genere di violenza sessuale. Una realtà fatta di aborti, “festini” e ipocrisia.

Mappa di Ragusa

Saluzzo

Saluzzo

Rosarno del Nord?

La provincia di Cuneo è uno dei distretti agricoli più ricchi d’Europa. Eppure anche in quest’area, ogni anno, si vedono accampamenti e sono presenti caporalato e lavoro grigio.

Per la raccolta sono impiegati stagionalmente 40 mila braccianti. Il 40% è di origine africana. Il 95% dei prodotti finisce nei supermercati in Germania, Francia e Stati Uniti.

Mappa di Saluzzo

Asti e Chianti

Asti e Chianti

Il percorso del vino

La scheda di approfondimento non era disponibile nella versione originale della pagina.

Mappa di Asti e Chianti

Latina

Latina

L’ortofrutta di Roma

Nell’agro pontino sono presenti circa 7.000 aziende e cooperative, per la maggior parte piccole e medie realtà. Esistono anche strutture più grandi orientate all’export.

Il Mercato Ortofrutticolo di Fondi è il centro nevralgico per la logistica e la commercializzazione dell’ortofrutta italiana ed europea.

Mappa di Latina