Dietro la guerra in Siria. Il traffico d’armi

22 Settembre 2015 · 1 min di lettura


L’Europa è preoccupata per la massa di profughi che viene dalla Siria. Ma in quel paese si combatte da anni. Nessuno si chiede con quali mezzi.
Seguire il percorso delle armi spiega molte cose. Qui trovate i dati del SIPRI.
«Da un lato ci sono Cina, Russia, Iran che sostengono il regime di Assad». Dall’altro una complessa costellazione (Stati Uniti e Occidente; Arabia Saudita e Qatar) che sostengono le opposizioni.
Come fossimo in piena guerra fredda, le armi arrivano anche da Corea del Nord e Venezuela.
La novità rispetto al passato non è piacevole. Le monarchie sunnite del golfo sostengono l’arcipelago islamico fondamentalista.
Iniziative diplomatiche? Un ruolo politico dell’Europa? Le risoluzioni dell’Onu? Nulla. Da un lato il risiko, dall’altro l’indifferenza. Interrotta soltanto dai profughi che arrivano alle frontiere.

Leggi il rapporto “Guerra in Siria, le armi in campo”

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