Percorso didattico

Dallo sfruttamento al consumo

Schiavitù e complessità nel sistema agricolo italiano

Iniziamo

Progetto di Antonello Mangano

Ghetti e sfruttamento

In Italia il fenomeno del grave sfruttamento è evidenziato dai cosiddetti “ghetti”.

Si tratta di insediamenti informali, in genere baraccopoli, dove i braccianti sfruttati sono costretti a rifugiarsi.

Dove sono i ghetti?

  • Con dimensioni e caratteristiche diverse, si trovano sia a Nord che a Sud
  • Sia in zone ricche che povere
  • In genere sono vicino ai luoghi di raccolta del pomodoro, delle arance, delle frutta o delle vendemmie

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Dentro i ghetti

Il ghetto può essere definito una “gabbia di carta” perché lì si rifugiano i migranti con difficoltà nell’accesso ai documenti

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La strage

Negli ultimi anni, sono morti nelle campagne italiane circa 1500 lavoratori e lavoratrici

Muoiono sia italiani che migranti

  • Paola Clemente è morta nel 2015. Uccisa in Puglia dal caldo e dalla fatica
  • Soumaila Sacko è stato ucciso nel 2018 in Calabria
  • Becky Moses è morta carbonizzata nell’incendio del ghetto di Rosarno
  • Nel 2018 sedici braccianti di ritorno dai campi morirono in uno scontro con camion che trasportano pomodori.

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Gli schiavi

Quando si parla di sfruttamento, spesso ci si riferisce ai “nuovi schiavi”. È una definizione corretta?

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Le inchieste giudiziarie

Ad oggi sono oltre 260 le inchieste aperte dalla magistratura sul grave sfruttamento lavorativo.

Secondo la giurisprudenza, l’elemento chiave è lo stato di bisogno della vittima e l’approfittamento da parte dei datori di lavoro.

Indici dello sfruttamento

La legge 199 del 2016 ha individuato quattro criteri per lo sfruttamento

1. Retribuzione

Palesemente difforme dai CCNL e comunque sproporzionata rispetto all’attività svolta

2. Orari lavorativi

Sistematica violazione della normativa relativa a orario di lavoro, riposo settimanale, aspettativa obbligatoria, ferie

3. Sicurezza e igiene

Pericolo per la salute, la sicurezza o l’incolumità personale

3. Situazioni alloggiative

Condizioni generali, metodi di sorveglianza nei confronti dei lavoratori, situazioni alloggiative particolarmente degradanti

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Perché associamo emergenza e migrazioni?

È un fenomeno che dura da 30 anni. E il primo omicidio nelle campagne risale al 1989

Migranti? Sono soprattutto lavoratori

  • Il tema del grave sfruttamento non è una conseguenza delle migrazioni.
  • Nelle campagne sono sfruttati sia stranieri che italiani.
  • Eppure, sempre più spesso, nei luoghi di grave sfruttamento, si sente parlare di accoglienza dei migranti.
  • Così si dimentica che stiamo parlando di lavoratori, che non riescono ad affittare normali abitazioni appunto perché sfruttati.
  • In condizioni normali, senza il ricatto di leggi speciali, e con salari equi, non esisterebbe la necessità dell’accoglienza.

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Il doppio sfruttamento

Spagna, Italia, Marocco

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Parliamo di oggetti o di soggetti?

Si nega spesso al migrante la capacità di agire in base a scelte razionali e non in base a una costrizione (i trafficanti, la tratta, la nuova schiavitù, etc.)

L’agency del migrante

  • Un esempio tipico è la rivolta di Rosarno: una ribellione contro mafia e sfruttamento spesso raccontata invece come violento scontro a sfondo razziale.
  • Un altro esempio: perché molti migranti scelgono di andare in un ghetto? Lì è più facile trovare lavoro e alloggio rispetto alla città. Ci sono connazionali con cui aiutarsi a rotazione: per esempio quando uno lavora gli altri cucinano.

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La filiera

Ma non dimentichiamo il sistema economico. L’agricoltura è un pezzo importante dell’economia italiana

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E allora dove faccio la spesa?

Fare la spesa è un atto collettivo mascherato da scelta individuale. Ci sono cose che possiamo scegliere. E altre su cui, da soli, possiamo fare poco

Le alternative individuali

1. I Gas

I Gas sono gruppi di consumatori organizzati su un territorio. Garantiscono un rapporto diretto con i produttori

2. I produttori alternativi

Produttori come Sos Rosarno, Sfrutta Zero, No Cap o Barikama assicurano salari equi e rispetto dei lavoratori

3. I mercati locali

I mercati dei contadini e altre tipologie di vendite dirette assicurano il km 0, ma spesso non danno garanzie sul rispetto dei diritti

Le proposte politiche

1

Per le imprese

Responsabilità sociale

  • Etichetta “narrante” che indichi almeno la composizione del prezzo, gli indici di congruità, i passaggi della filiera, compreso il campo di coltivazione
  • Creare sbocchi per i piccoli produttori ripristinando la corsia diretta Op – mercati generali – mercati rionali
  • Rendere effettive e costanti le ispezioni tramite controlli incrociati sulle aziende con indici di congruità
2

Per lo Stato

Politiche attive

  • Premiare la qualità e la responsabilità per esempio nelle mense scolastiche e universitarie, in quelle degli enti pubblici e degli ospedali; favorire i gruppi di acquisto solidali; rivedere la politica dei buoni pasto
  • Abbandonare gli interventi basati sull’emergenza e creare interventi strutturali per superare i ghetti, per esempio attraverso l’accoglienza diffusa e la mediazione abitativa, anche ripopolando i borghi rurali
3

Per i braccianti

Diritti subito

  • Rilasciare documenti per tutti i migranti, per evitare manodopera ricattabile; creare liste di prenotazione e collocamento pubblico; rendere effettivo il divieto di vendita sottocosto
  • Assegnare l’indennità di disoccupazione ai braccianti che lavorano realmente nei campi, anche se migranti, e cancellare truffe e abusi.
  • Riconoscere una salario minimo dignitoso

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Copertina di Lo sfruttamento nel piatto

Lo sfruttamento nel piatto

Un libro che indaga la filiera di alcuni prodotti agricoli ad alto rischio, dalle arance ai pomodori, all’uva.

Andando a ritroso dal supermarket ai centri di distribuzione, fino alle serre e ai campi, scopriamo che la brutalità del caporalato e la “modernità” della globalizzazione convivono senza scontrarsi.

E che l’economia globale porta i contadini di Rosarno a competere con quelli brasiliani; i pugliesi con i cinesi; i piemontesi con gli spagnoli.