Percorso didattico

Dallo sfruttamento al consumo

Schiavitù e complessità nel sistema agricolo italiano

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Ghetti e sfruttamento

In Italia il fenomeno del grave sfruttamento è evidenziato dai cosiddetti “ghetti”.

Si tratta di insediamenti informali, in genere baraccopoli, dove i braccianti sfruttati sono costretti a rifugiarsi.

Dove sono i ghetti?

  • Con dimensioni e caratteristiche diverse, si trovano sia a Nord che a Sud
  • Sia in zone ricche che povere
  • In genere sono vicino ai luoghi di raccolta del pomodoro, delle arance, delle frutta o delle vendemmie

Dentro i ghetti

Il ghetto può essere definito una “gabbia di carta” perché lì si rifugiano i migranti con difficoltà nell’accesso ai documenti

Chi vive nei ghetti?
In gran parte, nei ghetti (Rosarno, Foggia, Castel Volturno...) vivono richiedenti asilo a cui lo Stato ha dato una risposta negativa. In questo modo non possono accedere alla legalità e ai diritti
Quando lo Stato crea sfruttamento
Abbiamo quindi un comportamento schizofrenico.
Lo Stato che vuole risolvere il problema del caporalato è lo stesso che lo favorisce creando ricattabilità
Le catene moderne
Apparentemente "i nuovi schiavi" sono liberi di andare via dai ghetti. Nella realtà non possono perché rinchiusi in una "gabbia burocratica"
Come si interviene nei ghetti?
Anziché risolvere i problemi strutturali, come quello dei documenti e dei diritti, nei ghetti si interviene con provvedimenti di emergenza:
tendopoli, campi container, distribuzione di beni di prima necessità, videosorveglianza, registrazione di impronte digitali
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La strage

Negli ultimi anni, sono morti nelle campagne italiane circa 1500 lavoratori e lavoratrici

Muoiono sia italiani che migranti

  • Paola Clemente è morta nel 2015. Uccisa in Puglia dal caldo e dalla fatica
  • Soumaila Sacko è stato ucciso nel 2018 in Calabria
  • Becky Moses è morta carbonizzata nell’incendio del ghetto di Rosarno
  • Nel 2018  sedici  braccianti di ritorno dai campi morirono in uno scontro con camion che trasportano pomodori.

Gli schiavi

Quando si parla di sfruttamento, spesso ci si riferisce ai “nuovi schiavi”. È una definizione corretta?

Cosa si intende per schiavitù?
Sono questi gli schiavi odierni?
L'autorappresentazione
Nel 2010 i braccianti africani in rivolta a Rosarno, in particolare i ghanesi, scrissero sui muri “Noi saremo ricordati”
Eredi di una lunga storia
Si auto-rappresentavano come schiavi in rivolta, eredi delle lotte di liberazione del passato
Da una parte all'altra dell'oceano
Nel 2020, dopo l'ennesimo "incidente stradale" in cui è ucciso uno di loro, i braccianti di Rosarno si richiamano a #BlackLivesMatter
L’interpretazione “vittimizzante”
Al contrario, i media propongono l’idea del migrante - schiavo come oggetto senza volontà
Le vittime e il contesto
Soprattutto rimane invisibile il contesto, in particolare la mancanza di alternative provocata dal sistema economico
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Le inchieste giudiziarie

Ad oggi sono oltre 260 le inchieste aperte dalla magistratura sul grave sfruttamento lavorativo.

Secondo la giurisprudenza, l’elemento chiave è lo stato di bisogno della vittima e l’approfittamento da parte dei datori di lavoro

Indici dello sfruttamento

La legge 199 del 2016 ha individuato quattro criteri per lo sfruttamento

1. Retribuzione

Palesemente difforme dai CCNL e comunque sproporzionata rispetto all’attività svolta

2. Orari lavorativi

Sistematica violazione della normativa relativa a orario di lavoro, riposo settimanale, aspettativa obbligatoria, ferie

3. Sicurezza e igiene

Pericolo per la salute, la sicurezza o l’incolumità personale

3. Situazioni alloggiative

Condizioni generali, metodi di sorveglianza nei confronti dei lavoratori, situazioni alloggiative particolarmente degradanti

Perché associamo emergenza e migrazioni?

È un fenomeno che dura da 30 anni. E il primo omicidio nelle campagne risale al 1989

Migranti? Sono soprattutto lavoratori

  • Il tema del grave sfruttamento non è una conseguenza delle migrazioni.
  • Nelle campagne sono sfruttati sia stranieri che italiani.
  • Eppure, sempre più spesso, nei luoghi di grave sfruttamento, si sente parlare di accoglienza dei migranti.
  • Così si dimentica che stiamo parlando di lavoratori, che non riescono ad affittare normali abitazioni appunto perché sfruttati.
  • In condizioni normali, senza il ricatto di leggi speciali, e con salari equi, non esisterebbe la necessità dell’accoglienza.

Il doppio sfruttamento

Spagna, Italia, Marocco

Spesso le braccianti sono vittime di doppio sfruttamento, sia sessuale che lavorativo
Accade soprattutto nei distretti delle serre in Sicilia, Spagna, Marocco. Qui vedete l'enorme distesa di plastica che ricopre un pezzo di Spagna meridionale
Anche in Andalucia come in Sicilia, le donne sono vittime di doppio sfruttamento. Lo raccontano le inchieste di Stefania Prandi e Pascale Mueller
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Parliamo di oggetti o di soggetti?

Si nega spesso al migrante la capacità di agire in base a scelte razionali e non in base a una costrizione (i trafficanti, la tratta, la nuova schiavitù, etc.)

L'agency del migrante

  • Un esempio tipico è la rivolta di Rosarno:  una ribellione contro mafia e sfruttamento spesso raccontata invece come violento scontro a sfondo razziale
  • Un altro esempio: perché molti migranti scelgono di andare in un ghetto? Lì è più facile trovare lavoro e alloggio rispetto alla città. Ci sono connazionali con cui aiutarsi a rotazione: per esempio quando uno lavora gli altri cucinano.

La filiera

Ma non dimentichiamo il sistema economico. L’agricoltura è un pezzo importante dell’economia italiana

Il focus
L'attenzione è sempre concentrata sui ghetti, sulle situazioni visibili (paradossalmente definite "invisibili")
Dai campi agli scaffali
Rimane invece in ombra quello che accade nel percorso dai campi agli scaffali dei supermercati
Aziende e caporalato /1
Qual è il costo nascosto di queste pubblicità?
Il grave sfruttamento è la base dell’agricoltura italiana
Dobbiamo spostare l’attenzione dall’effetto – i migranti sfruttati – alla causa: una filiera iniqua dominata dalla grande distribuzione
Aziende e caporalato /2
Il percorso È ormai evidente, infatti, che i prodotti frutto di sfruttamento finiscono anche nei banconi dei grandi supermercati.
Aziende e caporalato /3
La giustificazione Le aziende si difendono con le liberatorie fatte firmare ai propri fornitori. Oppure chiudendo i contratti a fronte di situazioni imbarazzanti. Questi comportamenti non sono più accettabili.
I ghetti sono punti di connessione dell’economia globale
In rosso, il succo d’arancia. In viola, la serricoltura. In ciclamino, il pomodoro.
Il razzismo diventa gestione aziendale
In Piemonte, per esempio, l’ospitalità dei raccoglitori è affidata in gran parte alla Caritas e alla Croce Rossa. Perché? Solo per il fatto che sono africani. Se fossero italiani, sarebbe un onere aziendale senza nessuna discussione
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E allora dove faccio la spesa?

Fare la spesa è un atto collettivo mascherato da scelta individuale.  Ci sono cose che possiamo scegliere. E altre su cui, da soli, possiamo fare poco

Le alternative individuali

1. I Gas

I Gas sono gruppi di consumatori organizzati su un territorio. Garantiscono un rapporto diretto con i produttori

2. I produttori alternativi

Produttori come Sos Rosarno, Sfrutta Zero, No Cap o Barikama assicurano salari equi e rispetto dei lavoratori

3. I mercati locali

I mercati dei contadini e altre tipologie di vendite dirette assicurano il km 0, ma spesso non danno garanzie sul rispetto dei diritti

Le proposte politiche

Per le imprese

Responsabilità sociale
1
  • Etichetta “narrante” che indichi almeno la composizione del prezzo, gli indici di congruità, i passaggi della filiera, compreso il campo di coltivazione
  • Creare sbocchi per i piccoli produttori ripristinando la corsia diretta Op – mercati generali – mercati rionali
  • Rendere effettive e costanti le ispezioni tramite controlli incrociati sulle aziende con indici di congruità

Per lo Stato

Politiche attive
2
  • Premiare la qualità e la responsabilità per esempio nelle mense scolastiche e universitarie, in quelle degli enti pubblici e degli ospedali; favorire i gruppi di acquisto solidali; rivedere la politica dei buoni pasto
  • Abbandonare gli interventi basati sull’emergenza e creare interventi strutturali per superare i ghetti, per esempio attraverso l’accoglienza diffusa e la mediazione abitativa, anche ripopolando i borghi rurali
Politica

Per i braccianti

Diritti subito
3
  • Rilasciare documenti per tutti i migranti, per evitare manodopera ricattabile; creare liste di prenotazione e collocamento pubblico; rendere effettivo il divieto di vendita sottocosto
  • Assegnare l’indennità di disoccupazione ai braccianti che lavorano realmente nei campi, anche se migranti, e cancellare truffe e abusi.
  • Riconoscere una salario minimo dignitoso
Lo sfruttamento nel piatto

Lo sfruttamento nel piatto

Un libro che indaga la filiera di alcuni prodotti agricoli ad alto rischio, dalle arance ai pomodori, all’uva.

Andando a ritroso dal supermarket ai centri di distribuzione, fino alle serre e ai campi, scopriamo che la brutalità del caporalato e la ‘modernità’ della globalizzazione convivono senza scontrarsi.

E che l’economia globale porta i contadini di Rosarno a competere con quelli brasiliani; i pugliesi con i cinesi; i piemontesi con gli spagnoli.

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Lo sfruttamento nel piatto

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