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Anzio. La tragedia mutata in sagra

Il cimitero americano ad Anzio

Il settantesimo anniversario della sbarco alleato ricordato con una ricostruzione a base di costumi e voli acrobatici. Nel piccolo museo della cittadina laziale sono custoditi invece i documenti che ricostruiscono storie struggenti del secondo conflitto mondiale. Vicende preziose per mantenere la memoria di ferite ancora aperte

     
Il cimitero americano ad Anzio

Il cimitero americano ad Anzio

ANZIO (RM) – «Il sottoscritto sfollato a Reggio Calabria da Roma, chiede alla spettabile Croce Rossa Americana di volergli fornire una camicia bianca, in quanto lo stesso vorrebbe contrarre matrimonio in condizioni di decoro». È una delle tante lettere conservate nel museo dello sbarco che 70 anni fa portò gli alleati alle porte di Roma. In pochissimi metri quadri, ammucchiate nelle teche di vetro, infinite testimonianze di un cataclisma tanto spaventoso quanto lontano. Le bandiere del Reich o le maschere antigas, però, sono lì a ricordare che quella tragedia è avvenuta davvero.

La commemorazione dimostra invece che quell’evento è lontano, sepolto nella memoria. Più sagra di paese che ricordo doloroso. «L’hanno scorso l’hanno fatta meglio», dice una signora. Il periodo di carnevale fa accostare bambini in maschera ai soldati tedeschi, tutti uniti in una ricostruzione ludica. Il volo degli aerei sulla spiaggia è una esibizione acrobatica, con tanto di strisce tricolore. I pochi reduci sono mummie incartapecorite e mute che i ragazzini sfiorano con lo sguardo. I momenti storici dello sbarco diventano coreografie guidate dal terrazzo di uno stabilimento balneare. La voce guida è una specie di animatore di villaggio turistico che invita a spostarsi e a lasciare il passaggio.

Il museo di Anzio

La storia la prima volta si presenta come tragedia, la seconda come farsa, la terza come può anche farlo come sagra di paese. «Le ragazze di Roma ci aspettano», scrivevano i marines sui loro fuoristrada, per farsi coraggio e proseguire. Una donna nuda al sole è la pubblicità pensata dall’esercito contro la malaria: «Lei può stare senza vestiti al sole, non si trova nelle paludi del Lazio». Scorretta ma efficace.

Il New York Times ha dedicato la prima pagina della sua edizione internazionale all’anniversario dello sbarco. Mettendo però in evidenza la faida tra i comuni di Anzio e Nettuno sul diritto a commemorare l’evento. I due centri sono praticamente incollati e la spiaggia si trova a metà. Al cimitero alleato di Nettuno sono sepolti circa 8mila soldati statunitensi. X-Ray Beach era il nome in codice della spiaggia dove la terza divisione americana sbarcò, mentre in contemporanea su quella di Anzio arrivavano le truppe inglesi.

Nel vociare confuso del provincialismo italiano, tra liti di sindaci e foto domenicali di famiglie vocianti, appare sontuosa la richiesta di un uomo che 70 anni fa desiderava semplicemente dare valore al proprio matrimonio col biancore di una camicia nuova.

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.