Il Tribunale ordina la riassunzione di un dipendente italiano nella base di Sigonella ma le autorità statunitensi oppongono il rifiuto. Il sindacato chiede l`intervento del Prefetto di Catania

     

Alla base militare italoamericana di Sigonella le autorità statunitensi si rifiutano di riassumere Carmelo Cocuzza, dipendente della “Navy Exchange Us”, malgrado una sentenza emanata il 12 febbraio di quest’anno dal giudice del lavoro. Quest’atteggiamento, che mostra disprezzo verso la magistratura italiana e indifferenza verso la condizione del lavoratore e della sua famiglia, è intollerabile per la Uil di Catania, che pure ha mostrato senso di responsabilità e disponibilità al dialogo. L’organizzazione sindacale, che ormai da anni assiste Carmelo Cocuzza in quest’allucinante vicenda iniziata con un ingiusto licenziamento il 21 settembre 2000, chiede ora un intervento del prefetto di Catania, Annamaria Cancellieri Peluso. Al prefetto è stata inviata oggi una lettera, firmata dal segretario provinciale Uil Angelo Mattone e dal segretario dell’organizzazione di categoria UilTucs Giovanni Casa, nella quale si ricorda il caso di Carmelo Cocuzza, si cita la sentenza del 12 febbraio con l’ordine di immediata riassunzione del lavoratore e si sottolinea come questi continui a rimanere disoccupato “con seri problemi di sussistenza per sé e la sua famiglia”. Per Mattone e Casa, si tratta di una situazione “ingiusta e drammatica”. Oltre al caso Cocuzza, peraltro, i rappresentanti sindacali evidenziano come alla base Nato siano state recentemente avanzate altre quattro proposte di licenziamento, non ancora passate nella loro interezza solo per l’impegno della Uil e della sua organizzazione di categoria UilTucs. Segreteria Provinciale – UIL di Catania

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Redazione terrelibere