Nei primi tre mesi dell’anno la polizia marocchina ha arrestato 7.600 persone che si accingevano a salpare illegalmente dalle coste del Paese africano verso l’Europa; si tratta di una cifra più alta dello stesso periodo del 2004, anno in cui, complessivamente, sono state fermate 26.000 persone.

     

I dati sono stati comunicati in parlamento dal ministro dell’Interno Al Mustapha Sahel che ha promesso di rafforzare la sorveglianza della polizia lungo le coste, in particolare nell’area sullo stretto di Gibilterra.

I migranti che si riversano nel Marocco, dopo lunghi e pericolosi viaggi nelle mani di gente con pochi scrupoli, provengono in gran parte dai Paesi dell’Africa subsahariana; in fuga da contesti con scarse opportunità quando non da governi autoritari e zone di conflitto, la loro speranza è di attraversare quei 15 chilometri di mare che separano il territorio marocchino da quello spagnolo, alla ricerca di una società in cui realizzare le loro aspirazioni; ma non sono pochi quelli che perdono la vita prima di toccare l’altra sponda.

Osservatori internazionali sottolineano i crescenti sforzi fatti negli ultimi 12 mesi da Rabat per contrastare l’immigrazione illegale verso la Spagna, mentre sono andati parallelamente rafforzandosi i legami diplomatici ed economici con Madrid.

[BF] – MOROCCO 28/4/2005

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