Una ventina di feriti e oltre 60 arresti dopo scontri in Nicaragua

  La capitale nicaraguense Managua ha vissuto un`altra giornata di tensione quando un gruppo di manifestanti si è riunito nelle vicinanze del palazzo presidenziale attendendo il passaggio del capo dello Stato Enrique Bolaños.
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Il presidente Bolaños è stato accolto col lancio di pietre e lo scoppio di ordigni artigianali.

Nell`aggressione, uno dei figli del presidente, Enrique Bolaños Abaunzas, è rimasto ferito alla testa e portato via in ambulanza. Sono seguiti disordini tra dimostranti e polizia, conclusi con una ventina di feriti e 68 arresti.

Motivo del malcontento popolare, scoppiato già da diversi giorni, è il recente aumento delle tariffe dei trasporti pubblici, a cui l`opposizione ha risposto invocando ancora una volta la rinuncia del presidente. Dopo l`assalto, Bolaños ha ordinato alle forze dell`ordine di “usare tutte le risorse necessarie per garantir la sicurezza, il libero transito e l`ordine in tutto il territorio nazionale”.

Il capo dello Stato ha detto di essere disposto al dialogo ma ha accusato i suoi detrattori di non voler fare altrettanto: “Non vogliono soluzioni, ma creare caos” ha detto Bolaños, ribadendo che non ribasserà le tariffe dei trasporti, salite da 2 córdobas e mezzo (circa 10 centesimi di euro) a 3 córdobas (circa 15 centesimi di euro).

Il Centro nicaraguense dei diritti umani (Cenidh) ha criticato la posizione del governo e denunciato la “repressione indiscriminata” attuata dalla polizia col lancio di gas lacrimogeni in zone densamente popolate.

[FB] – NICARAGUA 27/4/2005

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