È ancora incerto ma sembrerebbe elevato il bilancio degli scontri avvenuti in questi giorni tra due diverse comunità nel sud-est della Nigeria, dove secondo la polizia decine di persone sarebbero rimaste uccise (un centinaio secondo alcune fonti di stampa locale).

     

Le violenze – scaturite per il controllo di terra coltivabile – hanno coinvolto gli abitanti dei villaggi del gruppo Ukelle, nello Stato del Cross Rivers, e la comunità ‘Izzi’, nel confinante Stato di Ebonyi. Stephen Odong, un capo tradizionale degli Ukelle, ha detto che almeno tre villaggi sono stati distrutti e che i sopravvissuti hanno abbandonato la zona.

Un portavoce degli ‘Izzi’ ha detto che tra la sua gente vi sono almeno una cinquantina di dispersi; si teme che siano rimasti vittime degli scontri. Secondo fonti concordanti, gli attacchi sono iniziati lo scorso 13 aprile, ma le violenze più gravi sarebbero state compiute giovedì scorso.

“La polizia ha ripreso il controllo della situazione ed è ritornata la calma” ha detto Eze Ugonno, portavoce della polizia del Cross Rivers, senza confermare il bilancio delle vittime. Le autorità di Calabar hanno affermato che i governatori dei due Stati e i leader tradizionali sono riusciti a raggiungere una tregua e le due comunità hanno accettato un cessate-il-fuoco.

La Nigeria – che con oltre 130 milioni di abitanti è il Paese più popoloso dell’Africa – è spesso teatro di scontri tra gruppi rivali per il controllo di terre coltivabili e risorse.

[EB] – NIGERIA 26/4/2005

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