È alta la tensione in Belize, ‘paradiso’ di turisti e subacquei, dove l’annunciata privatizzazione dell’impresa telefonica statale ‘Belize Telecomunications Limited’ (Btl) ha scatenato la protesta della popolazione contro la politica economica del governo.

     

Dopo una settimana di scontri tra dimostranti e polizia, conclusi per ora con un bilancio di un morto e oltre un centinaio di arresti, i militari continuano a pattugliare le strade di Belmopán, la capitale che conta circa 270.000 abitanti, con l’incarico di contenere possibili nuovi disordini.

Gli impiegati della Btl hanno scioperato per giorni isolando il Paese dal resto del mondo; ora sono gli operatori sanitari a minacciare dimostrazioni di piazza contro la povertà e la disoccupazione che colpiscono il Paese.

“Il governo deve convocare nuove elezioni perché ormai ha perso la fiducia della popolazione” ha dichiarato Douglas Sinsh, presidente dello ‘United Democratic Party’ (Udp), partito all’opposizione.

Il primo ministro Said Musa, arrivato al governo nel 1998 e riconfermato per un altro mandato di cinque anni nel 2003, ha accusato i suoi detrattori di voler rovesciare l’esecutivo con la violenza. “Sanno bene che andando alle elezioni perderebbero; per questo stanno usando ogni mezzo per rovesciare il governo”.

[FB] – BELIZE 26/4/2005

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