L’Unione Europea ha deciso il blocco delle importazioni di glutine di mais proveniente dagli Stati Uniti sprovvisto di apposito certificato che escluda la presenza Bt10, un tipo di mais geneticamente modificato non autorizzato.

     

Questa decisione segue la recente scoperta che ha rivelato come negli ultimi quattro anni il Bt10 sia entrato illegalmente in Europa.

Tale decisione significa, in pratica, il divieto de facto per questo tipo di importazioni, visto che la Syngenta, che ha prodotto il Bt10, non è stata in grado di fornire il metodo per rintracciare questo ogm.

Greenpeace apprezza tale decisione ma avverte che, senza ulteriori e coerenti azioni da parte dell’Unione Europea, questo non resterà un caso isolato. La mancanza di controlli negli Stati Uniti come in altre parti del mondo espone l’Europa a un alto rischio di importazioni illegali di ogm: quel che è accaduto con il mais potrebbe ripetersi con frumento, riso, soia o colza.

“Al momento l’Europa non è in grado di difendersi da contaminazioni di ogm che possono arrecare danno alla salute e all’ambiente. Finché le autorità dell’Unione Europea non avranno strumenti che consentano adeguate analisi per tutti gli ogm prodotti negli Stati Uniti e in altre parti del mondo, ùl’Europa deve vietare l’ingresso di qualsiasi alimento, mangime o semente, a rischio di contaminazione da ogm illegali”, afferma Federica Ferrario, campagna ogm di Greenpeace.

Due giorni fa Greenpeace aveva denunciato la presenza di un riso ogm in Cina non autorizzato in nessuna parte del mondo.

La Cina ha esportato più di 15.000 tonnellate di riso in Europa nel 2003.

“L’Europa deve adottare velocemente la decisione presa sul Bt10 e fronteggiare la più ampia minaccia di importazioni da tutti i paesi che

sperimentano ogm non autorizzati. L’affare Bt10 ha mostrato evidenti lacune nelle procedure di controllo su ambedue le sponde dell’Atlantico e le misure definite oggi non colmano queste lacune” conclude Ferrario.

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