Sono tornati in libertà 285 nepalesi arrestati dopo che il re Gyanendra, il primo febbraio scorso, dichiarò lo stato di emergenza e sciolse l’esecutivo, nominandone uno di suo gradimento.

     

Lo ha detto il ministero dell’Interno, specificando che tra questi c’è l’ex-primo ministro Girija Prasad Koirala, ‘veterano’ delle lotte per la democrazia e presidente del Partito del Congresso nepalese, principale formazione politica oggi all’opposizione.

Oltre che costretto a restare a casa, Koirala, 86 anni, aveva dovuto subire una serie di restrizioni, tra cui l’impossibilità di comunicare via telefono e accedere ai media indipendenti; è stato liberato tre settimane dopo un analogo provvedimento deciso in favore di un altro ex-primo ministro, Sher Bahadur Deuba, anch’egli finito agli arresti dopo il ‘colpo di mano’ del re.

Il sovrano aferma di aver agito anche per porre fine, una volta per tutte, alla guerriglia scatenata dai ribelli maoisti per il rovesciamento della monarchia costituzionale e l’applicazione di una radicale riforma agraria, costata la vita dal 1996 a oltre 11.000 persone.

[LM] – NEPAL 2/4/2005

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