La maggioranza dei membri della speciale Commissione comunale di valutazione del progetto di realizzazione del Ponte sullo Stretto si è dichiarata contraria all`infrastruttura. Anche il sub Enzo Majorca si schiera per il `No`.

     

“Con un solo voto contrario, Messina ha detto no al Ponte sullo Stretto, senza ombra di dubbio”. A sostenerlo è stata Anna Giordano, responsabile campagna contro il Ponte sullo Stretto del Wwf Italia, la quale, in un comunicato, ha sottolineato che il voto “della Commissione ponte del consiglio comunale di Messina, che si e potuto esprimere per la prima volta contro la costruzione dell`opera dopo 6 mesi di approfondimenti tecnici su tutte le componenti economico-sociali e ambientali dell`opera, dimostra la ferma opposizione dei cittadini contro quest`opera inutile, costosa e dannosa”.

“Hanno sicuramente convinto – ha aggiunto Anna Giordano – gli argomenti avanzati dalle associazioni ambientaliste che da oltre un anno promuovono manifestazioni e campagne di informazione per sfatare il mito dell`opportunità economica e strutturale dell`opera. Il voto della Commissione consiliare rappresenta il primo pilastro democratico che viene gettato sullo Stretto di Messina al posto di quelli di cemento che il nostro Governo vorrebbe”.

“I messinesi – ha proseguito Anna Giordano – si sono accorti che il ponte costerebbe molto allo stato: tra i 5 e i 6 miliardi di Euro con le compensazioni ambientali e territoriali necessarie; il ponte non è vantaggioso sotto il profilo occupazionale, la sua realizzazione farebbe perdere 400 posti di lavoro stabili oggi presenti nel settore dei trasporti

marittimi; distruggerebbe uno dei paesaggi più incantevoli del nostro paese

e una delle aree chiave dell`ecoregione mediterranea. Durante tutto l`iter progettuale è come se non si fosse voluto tener conto delle procedure di valutazione di impatto ambientale, sono stati trascurati completamente gli aspetti urbanistici e i vincoli ambientali, come le 11 aree care all`Europa (Sic e Zps). I cantieri sottrarrebbero alla zona rivierasca 8 milioni di metri cubi di terra senza che sia stata prevista alcuna opera di riqualificazione urbana di Reggio Calabria e Messina. La morfologia ne verrà stravolta, anche per la presenza dei giganteschi piloni”.

Nella campagna contro il ponte, al fianco del Wwf, è schierato anche Enzo Majorca il quale, recentemente, è scritto nel comunicato dell` associazione

ambientalista, ha chiesto “che i responsabili di questo progetto siano esposti al disprezzo mondiale per quella feroce volontà di distruggere quell`architettura mirabile di Dio che e lo Stretto di Messina. Il ponte – ha aggiunto Majorca – distruggerebbe, oltre all` ambiente, anche il patrimonio storico culturale, le suggestioni che da sempre animano l`area tra Scilla e Cariddi. Qui i turisti vengono perché trovano qualcosa che non

potranno mai trovare in nessuna altra parte del mondo”.

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