Negli ultimi 25 anni il tasso di povertà in Colombia è praticamente raddoppiato a causa di una politica economica che non ha promosso adeguati investimenti sociali né è riuscita a creare nuove opportunità di lavoro.

     

Se nel 1980 le persone colpite dalla povertà erano il 32% della popolazione totale, nel 2000 la percentuale è aumentata fino al 66%.

“Siamo partiti da una premessa falsa, pensando che se un colombiano aveva un salario minimo, lo Stato avrebbe fatto il resto provvedendo ad assicuragli almeno l`assistenza di base” ha detto Roberto Ortegon, presidente del `Consiglio nazionale per la pianificazione`.

“Ci sbagliavamo: oggi sappiamo che esistono migliaia di poveri senza alcuna fonte di entrata”.

In sede di Nazioni Unite, la Colombia ha chiesto di poter spostare al 2020 il termine di scadenza degli `Obiettivi del Millennio`, in particolare quello di dimezzare il numero dei poveri: “In realtà, non abbiamo ancora incluso chiaramente questa priorità nei programmi di sviluppo a livello regionale e distrettuale.

Il risultato è che, sulla carta, i poveri hanno maggiore accesso all`istruzione, ma restano poveri.

Magari hanno una casa o una minima assistenza medica, ma restano poveri” ha sottolineato Ortegon, aggiungendo: “Dobbiamo fare in fretta o andremo incontro a un totale fallimento”.

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