Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso l’invio di una missione di 10.000 ‘caschi blu’ in Sudan, con l’incarico di vigilare sull’applicazione dell’accordo di pace con cui il governo di Khartoum e l’Esercito-Movimento popolare di liberazione del Sudan (Spla-m) hanno messo fine a 21 anni di guerra civile.

     

I quindici membri del Consiglio hanno approvato all’unanimità la risoluzione 1590 presentata dagli Stati Uniti che istituisce la forza di pace, denominata Missione delle Nazioni Unite in Sudan (Unmis): sarà composta da un massimo di 10.000 soldati e 715 civili, con un mandato iniziale di sei mesi.

La decisione è giunta ieri dopo due mesi di stallo in seno al Consiglio, dovuti a disaccordi sul modo in cui i Paesi membri intendono affrontare i numerosi problemi del Sudan. Nella stessa seduta, la Francia ha accettato di rinviare alla prossima settimana il voto su una risoluzione sui crimini di guerra in Darfur, la regione occidentale sudanese teatro di scontri e violenze da oltre due anni.

I Paesi dell`Unione Europea e la stessa Commissione d`inchiesta per il Darfur voluta dalle Nazioni Unite hanno chiesto che sia la Corte penale internazionale (Cpi) a gestire eventuali processi. Gli Usa, che non legittimano la Cpi e continuano ad esercitare forti pressioni per dissuadere dall’adesione soprattutto i Paesi del Sud del mondo, vorrebbero invece un tribunale `ad hoc` per il Sudan con sede ad Arusha in Tanzania.

[FB] – SUDAN 25/3/2005

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