Un tribunale guatemalteco ha ridotto da 30 a 20 anni le condanne comminate al colonnello dell`esercito in pensione Disrael Lima Estrada e a suo figlio, il capitano Byron Lima Oliva, per l`assassinio di monsignor Juan José Gerardi Conedera, arcivescovo ausiliare di Città del Guatemala, ucciso nel 1998.

     

La stessa Corte ha confermato la pena a 20 anni di detenzione inflitta a padre Mario Orantes, ex-segretario del presule ucciso.

Secondo il quotidiano `Prensa Libre`, i giudici hanno decretato che i militari sarebbero `complici` e non `autori materiali` dell`omicidio, come erano stati giudicati nel 2001; avendo già scontato cinque anni di prigione, per buona condotta la pena dovrebbe essere dimezzata e passare così a 10 anni ciascuno.

Nery Rodenas, direttore dell`Ufficio per i diritti umani dell`arcivescovado di Città del Guatemala (Odhag), si è detto parzialmente soddisfatto del verdetto, sebbene l`accusa avesse auspicato una ratifica di quello precedente.

“È cambiato il reato ascritto agli imputati, ma almeno viene confermato il loro coinvolgimento di tutti e tre nella morte di monsignor Gerardi” ha precisato Rodenas, annunciando che valuterà più approfonditamente le motivazioni della sentenza con l`arcivescovo della capitale, cardinale Rodolfo Quezada Toruño.

Di fatto, la decisione dei giudici lascia aperta la questione nodale della vicenda: chi assassinò il vescovo? Monsignor Gerardi fu ucciso la notte del 26 aprile 1998 nella casa parrocchiale della chiesa di San Sebastián, due giorni dopo aver divulgato il dossier “Guatemala nunca más” (`Guatemala mai più`) in cui sono elencate oltre 55.000 violazioni dei diritti umani perpetrate durante la guerra civile (1960-`96).

L`80 % dei casi è attribuito all`esercito.

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