L`arcivescovo di Tegucigalpa chiede al Congresso onduregno una nuova legge sulla concessione e lo sfruttamentpo delle risorse minerarie, oggi sotto il controllo delle multinazionali.

     

“Non possiamo abusare delle nostre risorse naturali e sfruttarle come se fossero inesauribili. La finalità dell’acqua, dei boschi e delle miniere non è unicamente quella di servire come beni di mercato per pochi…sono beni sociali ed ecologici che devono essere preservati per creare benessere a favore delle generazioni future”.

Lo ha detto il cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa, intervenendo a un incontro di rappresentanti di 200 comunità situate in regioni con forte presenza di imprese minerarie straniere riunite nella ‘Alianza Civica’, rete di cui fanno parte anche la Caritas Honduras e la Commissione nazionale dei diritti umani.

Il porporato ha rivolto un appello al Parlamento affinché sia approvata al più presto una riforma della ‘Ley nacional de minería’ tale da garantire uno sfruttamento sostenibile delle risorse naturali. L’utilizzo indiscriminato delle ricchezze del suolo e del sottosuolo “privo di un’etica sociale, mette in grave pericolo la finalità primaria della creazione: sostentare la famiglia umana” ha sottolineato il porporato, ricordando di aver consegnato personalmente nel luglio dello scorso anno al presidente del Parlamento Porfirio Lobo una proposta di riforma della legge, che non è stata ancora valutata dall’assemblea legislativa.

Secondo ‘Alianza Civica’, la normativa in vigore non prevede restrizioni all’attività delle imprese minerarie straniere, in particolare quelle statunitensi e canadesi che, grazie alle concessioni ottenute dal governo, sfruttano attualmente oltre il 30% del territorio nazionale.

[FB] – HONDURAS 17/3/2005

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