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Cominciano le prime ritorsioni ai blocchi della Raffineria

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I primi a ricevere le lettere di licenziamento sono stati 15 lavoratori della Riva e Mariani. A rischio 90 operai Ecorigen. Buste paga inferiori a 200 euro per i metalmeccanici Smim. Per assicurare la sicurezza degli impianti precettati 200 lavoratori. Sciopero unitario per le raffinerie a rischio fissato il 29 luglio

     
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Fotografia di Miriam Alé

GELA – “Non avevo mai pianto prima  – confessa un lavoratore. La notizia è giunta del tutto inaspettata. Un giorno sono al lavoro, il giorno dopo a lottare per difendere il mio posto a rischio. E l’indomani al presidio vengo a scoprire che mi è arrivata la lettera di licenziamento”. A parlare è uno dei 15 dipendenti della Riva e Mariani, una delle ditte più conosciute dell’indotto della Raffineria di Gela. Proprio mentre era a uno dei presidi ha ricevuto, lui come altri 14 colleghi, la lettera di risoluzione del rapporto di lavoro a decorrere dal 12 luglio.

Sono le prime conseguenze dei blocchi della Raffineria. Le imprese corrono in questo modo ai ripari di fronte la sospensione prolungata degli stabilimenti e l’incertezza futura. Ora a rischio ci sono i lavoratori Ecorigen: 90 posti di lavoro equamente suddivisi tra diretto e indotto. Lo scenario si fa via via più drammatico. Aumentano le tensioni. Per i lavoratori della Smim impianti, sempre in prima linea, c’è anche la beffa. Già molti in cassa integrazione, i metalmeccanici hanno ricevuto buste paga leggerissime. Stipendi inferiori a 200 euro, comprensivi del bonus da 80 euro previsto dal governo Renzi. “Almeno per questo weekend sono a posto”, commenta sarcastico Vincenzo.

Mentre un gruppo rimaneva ai presidi una delegazione è corsa a Caltanissetta. Per un incontro urgente col prefetto Carmine Valente. Che ha promesso di risolvere la situazione entro la prossima settimana. “Il consiglio di rivolgerci al prefetto – confessa Franco – mi è stato dato da Giovanni Cravana”. Consigliere comunale balzato dal PDL al PD e allo stesso tempo dirigente Smim. Ci sarebbe un triplo conflitto d’interesse con salto carpiato, ma fa lo stesso.

Intanto 200, tra turnisti di raffineria ed operatori di Enimed, sono i lavoratori precettati dal prefetto Valente. “La decisione – si legge nel sito quotidianodigela.it – scaturisce dai timori espressi, anche davanti al prefetto nisseno, dai manager della raffineria di contrada Piana del Signore. I mancati cambio turno, infatti, eleverebbero il rischio di gravi incidenti in fabbrica”.

Una decisione necessaria ma che rischia di acuire i nervi degli operai. Se n’è avuta la prova la scorsa notte, quando le forze dell’ordine hanno provato a forzare un blocco per far passare i primi lavoratori precettati. Chi era ai blocchi racconta che sono stati gli stessi lavoratori a desistere. Ma la situazione rischia di ripetersi e non potrebbe sempre andare così bene.

Intanto è stato fissato dai sindacati per il 29 luglio uno sciopero unitario per tutte le raffinerie a rischio chiusura. A Gela se ne terrà uno specifico giorno 28. Tra gli altri sarà presente la segretaria nazionale della CGIL Susanna Camusso.

 

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