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Castel Volturno, nessun furto. Africani vittime della cultura camorrista

Il centro sociale Ex Canapificio denuncia le voci infondate che hanno dato origine ai disordini di Castel Volturno. Non c’è stato nessun furto. Il problema è la vigilanza privata che usa le armi contro gli immigrati e i rifugiati. Agitando il fantasma della sicurezza e mostrando una mentalità camorrista

     

CASTEL VOLTURNO – “Siamo sconcertati da quanto stiamo apprendendo dai giornali e dai media sul ferimento dei due cittadini africani avvenuto ieri sera a Pescopagano”: ad affermarlo è il centro sociale Ex Canapificio e il Movimento dei Migranti e Rifugiati di Caserta, intervenuti fin da subito sul posto per capire cosa stesse realmente accadendo.

“Non c’è stato alcun furto dietro il ferimento a colpi d’arma da fuoco dei due ragazzi africani avvenuto ieri sera a Castel Volturno in zona Pescopagano. Pasquale e Cesare Cipriano hanno sparato per futili motivi e con un fare camorristico che abbiamo già denunciato in altre occasione. Uno dei ragazzi feriti era in bicicletta a Pescopagano quando è stato fermato da uno dei due Cipriano, il figlio, mentre stava trasportando una bombola di gas.

Subito è stato accusato di averla rubata ma il ragazzo si è difeso dicendo che la bombola era di sua proprietà ed è stato aggredito.  A quel punto è intervenuto un connazionale che passava di lì e lo ha soccorso. C’è stato un litigio, sono volati degli schiaffi poi però la cosa sembrava finita lì.  Invece dopo pochi minuti il giovane è tornato insieme al padre con una pistola e hanno fatto fuoco.

Ancora una volta gli immigrati sono vittime della camorra e di atteggiamenti camorristici del territorio. Non è la prima volta che accade una cosa del genere, già sette mesi fa, al seguito del ferimento di un altro immigrato, denunciammo che spesso la vigilanza privata a Castel Volturno usa le armi contro gli immigrati e i rifugiati senza reali motivi. Da diversi mesi, infatti, i Cipriano si ergevano  a custodi e controllori del territorio con le armi e la vigilanza privata e anche ieri si sono sentiti autorizzati a utilizzare questi atteggiamenti camorristici.

La successiva reazione degli immigrati, che si sono visti ancora una volta aggrediti, è nata perché da mesi subiscono l’oppressione di chi si nasconde dietro la scusa della sicurezza per controllare il territorio.  Il nostro lavoro di  mediazione è stato fondamentale per evitare che potesse accadere di peggio.

Riteniamo sia fondamentale, a questo punto, che lo Stato e le istituzioni locali facciano sentire la presenza riconoscendo a questi ragazzi, ancora una volta vittime di camorra, un permesso di soggiorno per motivi umanitari e che il sindaco e le istituzioni  si schierino apertamente con le vittime e contro i carnefici”.

Centro sociale Ex Canapificio – Movimento dei Migranti e Rifugiati di Caserta

 

Sull'autore

Redazione terrelibere