Le organizzazioni femminili in Indonesia richiamano l`attenzione delle istituzioni sulla situazione delle collaboratrici domestiche. Sono 2,5 milioni in tutto il paese, subiscono condizioni di sfruttamento lavorativo e frequentemente sono vittima di violenze fisiche commesse dai datori di lavoro.

     

Organizzazioni della società civile indonesiana hanno sollecitato l’attenzione del governo sul problema dello sfruttamento e delle gravi violenze subite dalle collaboratrici domestiche, chiedendo che sia varata al più presto una legge che ne tuteli il lavoro e la salute.

In un numero monografico dedicato al problema dalla popolare rivista femminile `Jurnal Perempuan` si apprende le `colf` in Indonesia sono 2,5 milioni e lavorano nel 5,41 per cento delle famiglie indonesiane dove trovano impiego spesso grazie a agenzie interinali che non includono la loro qualifica in nessuno dei contratti lavorativi tutelati.

La cronaca giornalistica ha portato alla ribalta casi di stupri, violenze fisiche e sfruttamento commessi dai datori di lavoro, sia uomini che donne. Situazioni che, secondo le organizzazioni femminili, rappresentano solo `la punta dell`iceberg` di un grave problema sociale. Le associazioni ricordano che un paio di amministrazioni locali hanno già varato delibere ad hoc per proteggere la categoria ma che ora è necessario un riconoscimento legislativo a livello nazionale. “I politici ci vanno cauti su questo argomento – ha dichiarato al `Jakarta Post` Aida Milasari dell`ong `Rumpun Gema Perempuan` – perché se le collaboratrici domestiche venissero riconosciute ufficialmente come `lavoratrici` dovrebbero avere gli stessi diritti degli altri dipendenti entro termini contrattuali, il che significa almeno il salario minimo riconosciuto per legge, il diritto alle vacanze e ai giorni liberi e un orario di lavoro definito”. Commento che illumina sulle condizioni attualmente vissute dalle `colf`.[BF]

Indonesia, 12.03.2005

Sull'autore