Una vasta operazione militare è stata lanciata dai soldati della missione di pace dell’Onu nella Repubblica democratica del Congo nella provincia orientale dell’Ituri, dove lo scorso 25 febbraio ribelli locali uccisero 9 caschi blu del Bangladesh.

     

Lo ha detto il tenente colonnello Dominique Demange, portavoce militare del contingente dell’Onu. L’offensiva – condotta anche con l’uso di elicotteri d’attacco Mi-25 e mezzi blindati – è avvenuta nella zona di Penie, circa 25 chilometri a nord-est di Bunia, capoluogo dell’Ituri. Secondo la stessa fonte, vi avrebbero preso parte circa 6-700 militari della forza di pace.

Lo scorso 1 marzo, nel villaggio di Loga, i caschi blu avevano ucciso una sessantina di ribelli, appartenenti al Fronte nazionalista e integrazionalista (Fni), il gruppo armato accusato della strage dei soldati dell’Onu. L’episodio aveva provocando non poche polemiche, perché secondo la comunità locale Lendu erano stati uccisi civili; la missione ONU non era stata in grado di confermare né smentire questa circostanza.

La zona è una roccaforte del Fni, che la Monuc accusa anche di crimini contro l’umanità per le vessazioni compiute contro la popolazione civile. L’Ituri è ricco di risorse minerarie, in particolare di oro; da anni le bande armate ribelli se ne contendono il controllo. Secondo l’Onu, durante la guerra del 1998-2003, gli scontri tra gruppi ribelli in questa provincia hanno provocato 50.000 vittime e mezzo milione di sfollati.

[EB] – CONGO-DEM.REPUBLIC 11/3/2005

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