La ‘Federación de Juntas Vecinales’ (Fejuve) di El Alto, località a pochi chilometri dalla capitale amministrativa La Paz, ha deciso di indurire lo sciopero generale per chiedere l’allontanamento dell’azienda straniera che gestisce il servizio dell’acqua potabile delle due città.

     

La ‘Federación de Juntas Vecinales’ ha deciso di intensificare il blocco delle strade che conducono alla popolosa città, sede del più importante mercato del Paese e del piccolo aeroporto internazionale che serve La Paz. Bloccare la circolazione di queste strade vuol dire separare la capitale amministrativa dalle regioni centrali e orientali del Paese, creando gravi problemi alla circolazione e all’economia.

I sindacati di El Alto vogliono che il governo rescinda unilateralmente il contratto con la società Aguas de Illimani, filiale della società francese Suez-Lyonnaise de Eaux, che gestisce l’acquedotto locale e che ha aumentato i prezzi dell’acqua potabile fino al 600% negli ultimi anni.

Il governo dopo lunghe trattative ha deciso di fare sue le istanze della popolazione e si è detto più volte intenzionato a risolvere il rapporto, ma non unilateralmente, poiché teme di essere trascinato in tribunale dalla Aguas de Illimani.

La situazione, di conseguenza, continua a rimanere immutata da mesi, con i sindacati e i contadini locali ormai sul piede di guerra, non avendo la maggior parte dei cittadini di La Paz ed El Alto la possibilità di far fronte a una bolletta dell’acqua sempre più salata (almeno coloro le cui case o i cui campi sono serviti dalle condutture che partono dall’acquedotto pubblico).

[LL] – BOLIVIA 4/3/2005

Sull'autore