Si fa sempre più difficile la situazione a Cuba, dove da mesi in pratica non piove; molte delle fonti più importanti d’acqua potabile sono esauste o vicine all’esaurimento.

     

I meteorologi temono che si dovrà aspettare almeno il prossimo mese di maggio prima che la pioggia torni a scendere in quantità apprrezzabili.

Il panorama intanto è sempre più desertico e ai bordi delle strade è comparsa la terra inaridita spaccata dal sole. Da alcuni giorni anche la capitale L´Avana e le località circostanti soffrono di problemi di approvvigionamento.

Secondo gli esperti del settore, il sistema La Coca-La Zarza-Bacuranao, a est della capitale, è in grado di fornire ormai solo 200 litri d’acqua al secondo, contro i 600 abituali; il bacino Almendares-Vento ne fornisce 510 al secondo invece dei 1.400 abituali.

Oltre ad alcuni abitati intorno all’Avana, ormai anche i quartieri periferici si ritrovano con i rubinetti asciutti, tanto che nella capitale circa 100.000 persone ricevono approvvigionamenti solo grazie alle ‘pipas’, le autocisterne.

Nei dintorni della capitale stessa sorte è toccata ai circa 20.000 abitanti dei municipi di Guanabacoa e Habana del Este.

Le autorità responsabili dell’approvvigionamento hanno intanto vietato la perforazione di nuovi pozzi, che peggiorerebbe la situazione e aumenterebbe lo spreco della poca acqua potabile disponibile, e ha deciso di imporre salate multe a chi, singolo cittadino o fabbrica, sprechi una sostanza che, in questo momento, è diventata più preziosa del petrolio.

[LL] – CUBA 23/2/2005

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