Serbia dismette industria acque minerali. Si fa avanti la Coca Cola

  A sei anni dall’intervento militare Nato, colpo di acceleratore nella privatizzazione delle risorse e delle industrie statali. Serbia e Montenegro vendono gli impianti di acque minerali alla Coca Cola Company.
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

La transnazionale delle soft drink ha annunciato da Atlanta l’acquisto per 21,5 milioni di euro dell’intero pacchetto azionario dell´impianto di imbottigliamento di acqua minerale e succhi di frutta “Vlaniska” che ha sede nella regione meridionale della Serbia.

Nell’impianto si produce la nota “Rosa de Vlasinka”, la piú venduta tra le acque minerali del paese; secondo il responsabile della filiale Coca Cola per l´Est Europa, Michael Johansen, con l´acquisizione si punterá ad esportare il prodotto ai paesi confinanti.

“La Coca Cola assicurerá investimenti finanziari per oltre 100 milioni di euro”, ha dichiarato trionfalisticamente il ministro serbo per le privatizzazioni, Predrag Bubalo.

A partire del 1997 la transnazionale statunitense ha giá investito in Serbia e Montenegro circa 110 milioni di euro ed impiega attualmente 900 dipendenti locali.

Redazione di Terrelibere.org

 Questa storia è stata letta 2375 volte

Il libro
Lo sfruttamento nel piatto
La filiera agricola e le vite di chi ci lavora
Leggi »

Lo sfruttamento nel piatto

Ricominciano le presentazioni del libro! Resta aggiornato per conoscere le prossime date



Lo sfruttamento nel piatto