Il WWF Italia trasmetterà alla Procura di Roma che ha aperto un`inchiesta ipotizzando i reati di falso ideologico e abuso d`ufficio per la Valutazione di Impatto Ambientale sul Ponte di Messina, il dossier inviato il 15 luglio scorso alla Direzione Ambiente della Commissione Europea.

     

Nel dossier si segnala l`omissione della Valutazione d`incidenza sulla zone di protezione speciale (ZPS) comunitaria Capo Peloro Laghi di Ganzirri, dove dovrebbe sorgere il pilone sul lato Sicilia, dell`altezza di oltre 380 metri e con scavi previsti di 50-60 metri di profondita`, e la violazione delle direttive 79/409/CEE (Uccelli) e 92/43/CEE (Habitat).

Il WWF consegnerà alla Procura di Roma anche il copioso carteggio inviato da WWF, Italia Nostra e Legambiente al Presidente della “Commissione Speciale VIA per le Infrastrutture strategiche” del Ministero dell`Ambiente e Tutela del territorio, contenente le richieste di accesso alla documentazione integrativa trasmessa da ” Stretto di Messina Spa” alla Commissione VIA, relativa proprio agli impatti del Ponte su aree ZPS e SIC (lo studio dello Stretto di Messina SpA non aveva compiuto alcuno studio approfondito su 11 aree comunitarie di tutela), accesso che non e` stato consentito dal Ministero agli ambientalisti, che non hanno potuto presentare ulteriori osservazioni.

Sin dal febbraio 2003 le Associazioni ambientaliste trasmisero le Osservazioni allo “studio di impatto ambientale” elaborate da Stretto di Messina SpA, sottolineando oltre 100 lacune negli aspetti sismici, idrogeologici, naturalistici, ambientali e paesaggistici. “Il WWF, insieme a Italia Nostra e Legambiente” ha dichiarato Stefano Lenzi, Responsabile Ufficio istituzionale dell`associazione, “ha segnalato alla Commissione “speciale” Via del Ministero dell`Ambiente, quella stessa di cui fanno parte i professionisti ora indagati dalla Procura di Roma, con centinaia di pagine di relazioni, i danni ambientali provocati dal Ponte e chiesto di dare parere negativo. La Commissione, non solo ha negato le pesanti ed evidenti interferenze del progetto sui sistemi naturali di Sicilia e Calabria (tutelati anche dall`Unione Europea), ma ha anche negato il diritto alla partecipazione ed all`accesso alle informazioni ai cittadini ed alle associazioni ambientaliste. Ancora una volta la tutela dell`ambiente e dei diritti dei cittadini viene affidata alla Magistratura, anziche essere garantita dalle Istituzioni come il Ministero dell`ambiente”.

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