Non è un buon momento per il Ponte sullo Stretto di Messina. Dopo l`operazione della Dia di Roma arriva una seconda inchiesta deI carabinieri sull`opera tanto desiderata da Berlusconi. In questo caso la mafia non c`entra nulla.

     

Sul tavolo del pm da un paio di settimane c`è un rapporto di una trentina di pagine stilato dal Reparto operativo dei carabinieri di Roma. Nel mirino è la Commissione speciale istituita presso il ministero dell`Ambiente per la Via (Valutazione di impatto ambientale), perché ha dato il suo via libera in tempi troppo veloci per un`analisi seria del progetto, senza il concerto dei Beni culturali e nonostante fosse chiaro che il ponte danneggerà le riserve protette dello stretto.

La Commissione è composta di 20 membri, ma i Carabinieri puntano il dito in particolare contro i tre commissari del gruppo ristretto che hanno scritto la proposta di parere favorevole. Sono il professor Alberto Fantini, referente del gruppo istruttore, più l`architetto Franco Luccichenti e il professor Giuseppe Mandaglio. Per i carabinieri, tutti e tre hanno commesso un falso in atto pubblico e un abuso di ufficio.

Al centro della vicenda ci sono i laghetti di Ganzirri e la riserva di Capo Peloro. Una delle aree faunistiche più belle del Mediterraneo. Qui gli uccelli africani si fermano per riposarsi e nidificare prima di ripartire per il Nord Europa. La commissione del ministero dell`Ambiente guidato da Altero Matteoli doveva valutare se il ponte, una volta costruito, avrebbe potuto interferire negativamente sulla riserva.

Già nelle carte inviate dalla Società dello Stretto si legge chiaramente che il cantiere e il pilone avrebbero potuto alterare l`idrologia dello stagno di Ganzirri modificando le abitudini degli uccelli migratori. Inutilmente nella relazione istruttoria si diceva chiaramente che la terra di risulta delle gallerie e delle torri avrebbe avuto un impatto sull`ecosistema.

Inutilmente Legambiente, ente gestore della Riserva, aveva denunciato il pericolo di alterazione della salinità e la possibile scomparsa di alcune specie. Per non parlare di una serie di insetti migratori: dai lepidotteri ai coleotteri, dai neurotteroidei agli imenotteri, che col ponte se la passerebbero male.

Il gruppo ristretto dei tre commissari ha invece stretto i tempi e forzato le norme. Nella proposta di parere i tre commissari del gruppo ristretto hanno così scritto che non c`erano interferenze dirette con l`ambiente e dunque la Via poteva essere data. Interpretando la legge nel modo più anti-ambientalista possibile. In questa logica se il ponte danneggia la riserva ma i piloni sono fuori dal suo perimetro, non c`è problema.

Questa impostazione era stata duramente criticata da Legambiente che aveva presentato l`esposto in Procura. Ora i carabinieri danno ragione agli ambientalisti e lasciano intendere che tutto l`iter di approvazione del progetto del ponte è viziato da un falso.

Con conseguenze pesanti e al momento imprevedibili sull`esecuzione dell`opera.

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