Il presidente venezuelano Hugo Chávez e quello brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva hanno sottoscritto un ampio accordo di cooperazione economica, dando così di fatto il via a una nuova fase d’integrazione politica ed economica che presto potrebbe estendersi anche a Paesi come l’Argentina e l’Uruguay.

     

Gli accordi sottoscritti a Caracas vanno dal settore agricolo a quello ittico, da quello finanziario a quello minerario, passando per quello commerciale. Ma la sostanza maggiore si ha negli accordi petroliferi e nel settore della difesa siglati dai due presidenti.

Nel primo settore, Brasilia e Caracas hanno deciso di creare una comune piattaforma d’azione per le due holding petrolifere nazionali, la venezuelana ‘Pdvsa’ e la brasiliana ‘Petrobras’: le prime attività comuni prevedono progetti di esplorazione in Venezuela e la costruzione di una raffineria in Brasile, ma l’obiettivo finale è la creazione di una grande holding petrolifera transnazionale sudamericana, antico sogno di Chávez, in grado di far avere un peso notevole alla regione sia in seno all’Opec sia nella determinazione del prezzo del barile di greggio.

Nel settore della difesa, invece, farà molto discutere, soprattutto a Washington, l’acquisto venezuelano di 26 aerei da caccia `Tucanos`, prodotti dall`’Embraer’ brasiliana, con lo scopo di “difendere” la comune regione amazzonica, sulla quale si affaccia però, ad esempio, anche la filo-statunitense Colombia.

La firma di questo accordo, avvenuta a Caracas, corona un intero anno di negoziati e di avvicinamenti e mette seriamente in discussione il progetto statunitense di un trattato continentale di libero commercio, fieramente avversato da tutti e due i governi.[LL]

Sudamerica, 14.2.2005

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