Oltre 21 milioni di dollari da parte del governo giapponese per finanziare il tribunale speciale incaricato di giudicare i colpevoli dei crimini contro l’umanità commessi in Cambogia tra il 1975 e il 1979, durante la dittatura di Pol Pot.

     

Il Giappone ha deciso di donare oltre 21 milioni di dollari per finanziare il tribunale speciale promosso dalle Nazioni Unite e incaricato di giudicare i crimini commessi dal regime dei khmer rossi in Cambogia. L’ambasciatore giapponese nel Paese asiatico, Fumiaki Takahashi, ha detto che il parlamento nipponico ha acconsentito all’erogazione di 18,5 milioni di dollari, i quali vanno ad aggiungersi ai 3 milioni già approvati nella finanziaria 2004.

Si tratta della più consistente donazione annunciata finora per finanziare la Corte, deputata a giudicare i colpevoli di genocidio e crimini contro l’umanità avvenuti tra il 1975 e il 1979, quando 1,7 milioni di cambogiani morirono nei campi di lavoro creati dal dittatore Pol Pot per attuare la sua ideologia ultramaoista e radicale.

L’ambasciatore Takahashi ha anche sollecitato le altre nazioni a contribuire al finanziamento del tribunale, che avrà sede a Phnom Penh e sarà composto da cinque giudici, di cui tre cambogiani e due nominati dall’Onu. Per il suo finanziamento sono necessari in tutto 50 milioni di dollari, ma, prima del recente annuncio di Tokyo, solo l’Australia aveva risposto all’appello offrendo 2 milioni di dollari. La legge che istituisce il tribunale speciale per i crimini dei khmer rossi è stato ratificata nell’ottobre 2004, dopo la definizione del suo statuto nel giugno 2003, al termine di cinque anni di difficili trattative tra Phnom Penh e l’Onu. [LM]

Cambogia, 11.2.2005

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