Mafia e ponte: i primi arresti

  Dopo tante ipotesi, arrivano i primi arresti e con esse le prime conferme alle denunce ed agli studi che il movimento contro il ponte aveva formulato. La potente famiglia Cuntrera-Caruana aveva già progettato il proprio inserimento negli appalti del Ponte...
Inchiesta La mafia del ponte
Speciale Ponte
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – Cinque ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dalla Dia di Roma su disposizione della Direzione distrettuale antimafia della capitale nei confronti di una presunta organizzazione mafiosa a carattere internazionale, che aveva progettato di inserirsi negli appalti previsti per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.

Tra le persone arrestate, si e` appreso, c`e` anche il boss canadese, ritenuto il capo indiscusso dell`organizzazione, Vito Rizzuto, legato alla famiglia Cuntrera. Il boss e` stato raggiunto dall`ordinanza di custodia cautelare nel carcere di Montreal, dove e` stato rinchiuso dopo essere stato accusato di un triplice omicidio avvenuto a New York.

Le indagini del centro operativo della Dia di Roma hanno consentito di individuare la struttura criminale, che storicamente era rivolta al traffico internazionale di droga e riciclaggio, in collegamento con la famiglia Cuntrera-Caruana, che questa volta, invece, aveva orientato i propri interessi all` acquisizione dell`importante appalto pubblico.

Il referente del boss Rizzuto in Italia, sarebbe stato un ingegnere 80enne, nato in Francia, vissuto tra Canada ed Emirati Arabi, oggi residente a Roma. Giuseppe Zappia, che gli investigatori definiscono apparentemente pulito e con esperienze nel campo degli appalti pubblici, aveva il compito di reinvestire gli ingenti capitali dela mafia nella realizzazione del Ponte sullo stretto. L`uomo si sarebbe avvalso della collaborazione di compici come il broker Filippo Ranieri residente a Montreal, l`imprenditore Sivalingam Sivabavanandan domiciliato a Londra e l`arabo-parigino Hakim Hammoudi.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate dal gip De Angelis su richiesta dei sostituti procuratori della capitale Ormanni e Iasillo.

Diverse le perquisizioni ancora in corso a Roma, Londra, Parigi e Montreal. Le indagini hanno consentito di individuare la struttura criminale, storicamente rivolta al traffico di droga, che questa volta aveva puntato all`acquisizione dell`importante appalto pubblico

 Questa storia è stata letta 6303 volte

Il libro
Lo sfruttamento nel piatto
La filiera agricola e le vite di chi ci lavora
Leggi »

Lo sfruttamento nel piatto

Ricominciano le presentazioni del libro! Resta aggiornato per conoscere le prossime date



Lo sfruttamento nel piatto