Nel bilancio di 2500 miliardi di dollari che il presidente americano George W.Bush ha proposto per approvazione al suo parlamento, all’incirca un miliardo appare ufficialmente destinato ad ‘aiuti’ all’America Latina.

     

In pratica 734 milioni e mezzo vengono riservati alla cosiddetta ‘Iniziativa andina antidroga’, i cui fondi sono interamente utilizzati per distruggere le piantagioni di coca e contrastare il narcotraffico. Soltanto per la Colombia vengono in totale proposti più di 460 milioni per la lotta antidroga e altri 90 per la lotta ai gruppi armati illegali, per un totale di 550 milioni, ovvero più della metà di tutti i fondi eventualmente previsti per l’intero Sud America. L’ambasciatore colombiano a Washington Luis Alberto Moreno ha già definito la proposta di spesa “un buon investimento” e in pratica la continuazione del ‘Plan Colombia’ concordata tra Bush e il presidente colombiano Alvaro Uribe il 22 novembre scorso a Catagena.

A parte il caso Iraq, per il quale i conti sono enormi e difficili da mettere chiaramente tutti insieme, tanto per fare un confronto, il Pakistan, in Asia, appare in lista per 640 milioni e l’Afghanistan, almeno ufficialmente, per non più di 437 milioni.

Sul conto latino-americano della Casa Bianca, ben lontani dalla Colombia, figurano Perú (97 milioni), Bolivia (90) e con ancor meno Brasile, Ecuador, Panama e Venezuela.

A seguito delle proposte di bilancio presentate dal governo statunitense al Congresso, il governo peruviano ha tuttavia espresso preoccupazione per la riduzione dei fondi destinati al paese andino da Washington. L´ambasciatore del Perú negli Stati Uniti, Eduardo Ferrero, ha manifestato “inquietudine” per la “riduzione dai 115,37 milioni di dollari stanziati nel 2005 ai 97 proposti per il 2006 dalla Casa Bianca, vale a dire un ridimensionamento del 16% dei fondi stanziati a distanza di un solo anno”. Ferrero, inoltre, ha espresso la sorpresa del governo di Lima per la drastica riduzione dei programmi di ‘interdizione militare’ (dai 61,5 milioni di dollari del 2005 ai 54 del 2006) e di quelli di ‘sviluppo alternativo (da 53,8 a 43 milioni).

Una curiosità: mentre per rendere meno permeabile la frontiera con il Messico il presidente chiede due milioni e mezzo di dollari, per aiutare gli anticastristi propone 6 volte tanto e cioè 15 milioni di dollari; è invece difficile stabilire la somma desiderata per il Venezuela, in chiave anti-Chávez, a proposito della quale eufemisticamente si afferma solo che “fondi statunitensi continueranno ad appoggiare gli sforzi di costruzione di partiti politici e programmi democratici di organizzazioni non governative”.

Un’altra curiosità: invece dei 5 miliardi già promessi per gli “Obiettivi del Millennio” destinati ad aiutare i Paesi poveri, il presidente americano ne propone solo 3. Quali di queste spese verranno autorizzate dal Parlamento e in che misura? Molto dipenderà di certo dalla potenza delle ‘lobbies ‘ e dei gruppi di pressione tra i quali è facile immaginare i più forti.

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