Salari minimi insufficienti alla sopravvivenza, mancanza di accesso alla terra, all`acqua potabile, all`istruzione, persistenza di razzismo, discriminazione e impunità: sono queste, secondo Jean Ziegler, relatore speciale Onu per il diritto all`alimentazione, le cause principali dell`alto tasso di mortalità per fame in Guatemala.

     

Al termine di una visita ufficiale nel Paese, Ziegler ha dichiarato che “in base a statistiche ufficiali, ogni 15 minuti in Guatemala un bambino muore per fame. Eppure è estremamente difficile comprendere come sia possibile una situazione alimentare così disastrata in uno Stato che ha il capitale, le risorse umane e una società civile molto attiva”.

Ad essere particolarmente colpiti dalla malnutrizione sono le donne e i bambini indigeni delle aree rurali: “Gruppi altamente vulnerabili che vivono al limite della sopravvivenza e hanno bisogno di riforme strutturali perché un minimo peggioramento delle loro condizioni, già gravose, può portare a conseguenze molto più gravi”.

Il Guatemala ha registrato nel 2001 una delle peggiori crisi alimentari degli ultimi anni a causa dell`irregolarità delle piogge che ha provocato la distruzione del 90% delle coltivazioni per auto-consumo, uccidendo oltre un centinaio di persone, in gran parte minori delle regioni di Jocotán e Camotán.

Oggi il 57% degli 11 milioni circa di guatemaltechi vive in povertà, il 21% in estrema povertà (con meno di un dollaro al giorno); nelle aree rurali, il fenomeno interessa oltre il 70% della popolazione. Secondo Ziegler, la firma del Trattato di libero commercio tra Centroamerica e Stati Uniti rischia di peggiorare sensibilmente la situazione: “Non è concepibile un accordo commerciale tra economie così asimmetriche, i produttori agricoli del Centroamerica non possono competere. Questo trattato costituisce un pericolo rilevante per la sicurezza alimentare”.

[FB] – GUATEMALA 9/2/2005

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