Dopo una settimana di isolamento riprendono i collegamenti tra il Nepal ed il resto del mondo.

     

Kathmandu, 8 febbraio 2005

Già da ieri è stato finalmente possibile usare il telefono per le linee interne.

Questa notte sono state riavviate anche le comunicazioni internazionali e le connessioni internet, anche se ancora non sono al meglio ed anche se sono tutt`ora fuori uso i servizi di telefonia mobile.

Deepak Gurung, portavoce dell`Esercito Reale, ha rilasciato le prime dichiarazioni ufficiali a Radio NEPAL ed alla stampa sugli accadimenti dell`ultima settimana.

Naturalmente ancora contraddittorie e tutte da interpretare, come ad esempio che “nessuno avrebbe da temere arresti o interventi dei servizi d`ordine

all`unica condizione che non manifesti un dissenso nei confronti della condizione attuale” (…).

La sensazione, e forse anche qualcosa di più, è che sia in atto un complesso disegno rivolto soprattutto ad uno stravolgimento di politica interna.

Forse sembra più conveniente “tagliare” a paesi tipo India ed occidente,

per avvicinarsi decisamente alla potenza Cina. Sia come assistenza e appoggio militare che come alleato per un piano si sviluppo futuro.

Deepak Gurung ha anche rassicurato sul fatto che negli ultimi giorni non siano avvenuti grandi scontri tra guerrieri ed esercito e che l`intervento è stato rivolto “semplicemente” nei confronti di chi non era a favore della presa di potere di Re Gyanendra e del suo piano triennale di pace.

Peacereporter tuttavia ha segnalato che militari nepalesi “appoggiati dal fuoco di elicotteri hanno attaccato i campi dei maoisti nella giungla, nel sud-ovest del Paese”. L`operazione farebbe parte di una nuova offensiva lanciata contro i ribelli dopo la presa del potere da parte del re una settimana fa. Sarebbero 12 i maoisti uccisi nei campi di addestramento e nei rifugi presso la città di Nepalgunu.

Resta da verificare nell`immediato il comportamento che il governo avrà anche nei confronti dell`informazione e dei giornalisti che sono stati letteralmente imbavagliati per così tanti giorni e che potrebbero esserlo o subire una pesantissima azione di ulteriore condizionamento o repressione

nei tempi a venire.

Più di 11 mila persone sono state uccise (un terzo delle quali nel solo 2003) dal 1996 ad oggi in Nepal.

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