Rompendo un lungo silenzio, il presidente Boniface Alexandre si è espresso pubblicamente contro il governo ‘ad interim’ guidato dal primo ministro Gérard Latortue, raggiunto nelle ultime settimane da numerose accuse per malversazione e corruzione.

     

In occasione di un mini-rimpasto che ha incluso la nomina di tre nuovi ministri in altrettanti dicasteri-chiave – Georges Moïse agli Interni, Hérard Abraham agli esteri e Fritz Kénold al Commercio – Alexander ha tuonato contro la “cattiva gestione della cosa pubblica” mostrandosi, forse per la prima volta negli ultimi 10 mesi, nel ruolo di garante della legalità nel Paese caraibico.

Latortue, da parte sua, ha scaricato in gran parte le responsabilità dell’insicurezza e dell’illegalità persistenti nella parte occidentale dell’isola di Hispaniola sulla lentezza e l’inefficacia del sistema giudiziario.

Critiche all’operato delle autorità provvisorie haitiane, entrate in funzione nel marzo dello scorso anno dopo la caduta dell’ex-presidente Jean-Bertrand Aristide – accusato, a sua volta, di ‘malgoverno’ e corruzione – sono giunte anche dall’organizzazione non governativa ‘Coalition nationale pour le droits des Haïtiens’ (Nchr). In un rapporto pervenuto alla MISNA, l’ong rileva un clima persistente di insicurezza e impunità, dovuto, a suo parere, in gran parte alla magistratura e alle forze dell’ordine.

Nchr denuncia il rilascio di detenuti in cambio del pagamento di ‘bustarelle’ e al contempo un numero eccessivo di reclusi in attesa di giudizio nelle carceri nazionali. La violenza che regna ancora nel Paese ha per l’ong molti protagonisti: i sostenitori di Aristide, che chiedono a gran voce il suo rientro e che, a partire dal settembre scorso, si sono resi protagonisti di azioni armate, con un bilancio di 403 morti, in gran parte civili; la polizia, accusata di aver causato eccessivi “danni collaerali” nel reprimere le violenze, tra cui ‘sparizioni’ ed esecuzioni arbitrarie; gli ex-militari (le forze armate furono sciolte nel 1994) che un anno fa si sono apertamente schierati con l’opposizione armata ad Aristide e reclamano dal governo i salari arretrati per il servizio prestato al Paese.

Per ultimi, l’ong cita anche i membri del ‘Front de résistence’, movimento anti-Aristide nato lo scorso anno a Gonaïves, città costiera del nordovest: “Anche loro sono armati e occupano posti importanti nell’amministrazione pubblica locale” sostiene Nchr che li accusa inoltre di essersi impossessati di parte degli aiuti umanitari destinati ai supersiti della tempesta tropicale ‘Jeanne’, abattutasi su Haiti lo scorso settembre.

[FB] – HAITI 5/2/2005

Sull'autore