È salito 14 morti e 25 feriti, in larga parte gravi, l’attacco a sorpresa sferrato ieri dalle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) contro un reparto di fanti di Marina sul litorale del Pacifico, nel dipartimento meridionale di Nariño.

     

Secondo le ultime ricostruzioni, all’alba di ieri i guerriglieri hanno assaltato la base fluviale di Iscuandé, la cui unica via d’accesso è l’omonimo fiume, con raffiche di colpi d’arma da fuoco, razzi rudimentali e bombole del gas imbottite di esplosivo e chiodi. Il comandante in capo della Marina, Mauricio Soto, ha riferito che un centinaio, tra soldati e agenti delle forze dell’ordine hanno risposto al fuoco “impedendo la presa di Iscuandé e un secondo attacco alla stazione di polizia”.

L’attacco è durato circa 4 ore: i guerriglieri hanno ripiegato solo all’arrivo di una squadra di elicotteri d’assalto e velivoli dell’aeronautica militare. Secondo Soto, nell’area attorno a Iscuandé è transitano con scadenza quasi quotidiana gruppi di narcotrafficanti che trasportano componenti chimici per la fabbricazione della cocaina, che raggiunge poi il mercato statunitense attraverso il Pacifico.

“In questo momento sono in corso operazioni militari in tutta l’area costiera” ha aggiunto l’ammiraglio. La maggior parte dei fanti di Marina attaccati erano ‘soldados-campesinos’, giovani convinti in cambio di un compenso a lasciare i campi per unirsi alle forze armate nella lotta contro la guerriglia, nell’ambito del ‘programma di sicurezza democratica’ voluto dal governo per tentare di riportare sotto controllo vaste aree rurali in mano ai gruppi armati.

Dall’agosto 2002, quando inaugurò il suo mandato, Uribe ha fatto della lotta alla guerriglia uno dei suoi principali obiettivi, aumentando il numero di militari professionisti nell’esercito da 50.000 a 200.000; entro il 2006 – ha anticipato il ministero della Difesa – saranno 386.000.

Secondo uno studio della ‘Fundacion Seguridad y Democracia’, diretta dall’analista Alfredo Rangel, le Farc hanno tuttavia inflitto maggiori perdite alle truppe governative durante l’amministrazione Uribe, rispetto al precedente governo di Andrés Pastrana. Il numero di attacchi della guerriglia nei due primi anni di governo di Uribe (900) è quasi uguale al totale delle azioni militari effettuate nei quattro anni di mandato di Pastrana (907), presidente che si impegnò anche in un negoziato di pace con le Farc, fallito nel febbraio 2002. [FB] – COLOMBIA 2/2/2005

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