Il governo ha ordinato la chiusura degli uffici nepalesi del Dalai Lama e del ‘Tibetan refugee welfare office’, organizzazione per i profughi dalla confinante regione del Tibet.

     

Secondo il giornale ‘Kantipur’, i due uffici, situati nello stesso edificio a Lazimpat, il ‘quartiere delle sedi diplomatiche’ nella capitale Kathmandu, sono stati chiusi alcuni giorni fa con l’accusa di agire senza i necessari permessi e di condurre attività contrastanti con la politica estera del Paese.

Il Nepal è la necessaria destinazione di passaggio di chi tenta la fuga dal Tibet per raggiungere Dharamsala, nell’India settentrionale, dove dal 1954 risiede in esilio il Dalai Lama, guida spirituale e politica del Tibet.

Si stima che un migliaio di profughi l’anno tenti il difficile percorso, per valichi e percorsi poco sicuri, attraverso la catena himalyana, per poi rischiare di essere arrestati e respinti. Il governo di Kathmandu non riconosce ai tibetani lo status di rifugiati, ritenendoli immigrati clandestini.

Occupato dalla Repubblica popolare cinese negli anni ’50, l’altopiano tibetano è ora ‘Regione autonoma del Tibet’, considerata da Pechino parte integrante del territorio cinese.

[BF] – NEPAL 28/1/2005

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