Durissimo giro di vite contro le maras in Honduras. Nell´assenza di politiche sociali di prevenzione e attenzione alla povertá, si approva una legge che prevede sino a 30 anni di carcere per gli appartenenti alle bande giovanili.

     

Il Parlamento di Tegucigalpa ha approvato, con una larga maggioranza, una legge che stabilisce condanne fino a 20 anni di carcere per i membri delle ‘pandillas’ o ‘maras’ (bande armate giovanili) e, più in generale, di qualsiasi tipo di associazione a delinquere.

Le nuove norme prevedono 30 anni di detenzione per i capi delle organizzazioni criminali, oltre ad ammende tra i 100.000 e i 300.000 lempiras (da 5.000 a 15.000 euro). Nella stessa occasione, l’Assemblea legislativa ha varato anche una riforma costituzionale che consente al cittadino incensurato che commetta un omicidio per legittima difesa o per tutelare l’incolumità dei suoi parenti più stretti, di evitare la prigione preventiva, in attesa di essere rinviato a giudizio.

La detenzione cautelare prima del previsto diventa, invece, sempre obbligatoria per i ‘mareros’, che prima della riforma potevano esserne esentati, a discrezione del giudice. Il Parlamento ha peraltro valutato una proposta di legge per assegnare uno stanziamento iniziale di 20 milioni di lempiras (circa 1 milione di euro) destinati alla costruzione di un carcere di massima sicurezza, in un’area isolata dai centri urbani.

Il giro di vite contro i ‘pandilleros’ giunge a seguito della strage di 28 persone perpetrata il 23 dicembre scorso a bordo di un autobus del servizio pubblico a San Pedro Sula. Il massacro è stato attribuito alla ‘Mara Salvatrucha` una delle più conosciute e temute, non solo in Honduras.

[FB] – HONDURAS 21/1/2005

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