Ventitré tra soldati e uomini della polizia e almeno sei ribelli maoisti sono morti durante un agguato nei pressi di Ilam, località nel Nepal orientale vicino al confine con l’India.

     

Lo riferisce la stampa nazionale nepalese sottolineando che lo scontro è il più violento da quando i ribelli hanno respinto il 16 gennaio scorso l’offerta del governo di riavviare i negoziati di pace. I quotidiani spiegano che una formazione composta da una cinquantina di elementi delle forze dell’ordine è stata attaccata mentre cercava di rimuove del materiale posto a istruire un collegamento viario 12 chilometri a sud della caserma di Ilam. L’esercito teme altri e più gravi attacchi con l’avvicinarsi del nono anniversario della nascita del movimento ribelle maoista il 13 febbraio prossimo.

Secondo stime delle organizzazioni per i diritti umani nepalesi dal 1996 ad oggi sono almeno 11.000 le vittime, in buona parte civili, dell’insurrezione maoista e della controffensiva governativa.

La stampa nepalese, inoltre, dà spazio all’ultimo rapporto di Amnesty International sulle esecuzioni extragiudiziali di civili nel Paese himalayano, dal titolo ‘Nepal: killing with impunity’. L’organizzazione internazionale denuncia un’escalation di uccisioni senza processo sia per mano dei maoisti che dell’esercito: sarebbero almeno 2000 i civili assassinati da quando il processo di pace si è interrotto ad agosto del 2003.

Amnesty ha reso noto di avere sottoposto all’esercito una lista di 125 nomi di persone passate per le armi senza regolare processo, di cui chiedono spiegazione. A favorire gli abusi dei diritti umani da parte dei soldati, si afferma nel rapporto, è il clima di impunità prevalente nel Paese.

[BF] – NEPAL 20/1/2005

Sull'autore