Il presidente della Repubblica Alejandro Toledo non sarebbe stato sequestrato il 16 ottobre 1998, come da lui ripetutamente sostenuto, soprattutto in sede di campagna elettorale, nel 2000.

     

Lo hanno sostenuto testimoni intervistati durante una trasmissione televisiva per ‘curiosi’, ‘La finestra indiscreta’ (‘La Ventana Indiscreta’), secondo i quali invece che nelle mani dei ‘bravi’ di Vladimiro Montesinos – l’ex-braccio destro dell’ex-presidente Alberto Fujimori (1990-2000), il primo oggi in prigione, il secondo transfuga in Giappone e ricercato dalla giustizia peruviana – il capo dello Stato si sarebbe trovato, in quella ‘drammatica’ giornata, circondato dalle attenzioni di una famosa ‘vedette’ peruviana e di un gruppo di altre signore in un hotel, dove si sarebbe svolta una festa costata, in soli regali alle suddette accompagnatrici, circa 4.500 dollari.

Testimonianze che saranno passate al vaglio degli inquirenti, evidentemente, soprattutto in questa fase in cui tutti sembra stiano ‘sparando’ contro il capo dello Stato, ma giunte in un momento molto difficile per Toledo, la cui popolarità è oggi all’8%, dopo il presunto scandalo (in corso) delle firme false raccolte dalla sorella maggiore Margarita per poter iscrivere il partito ‘Perú Posible’ alle elezioni, e la crisi generata dall’assalto degli ultranazionalisti ‘Etnocaceristas’ contro una caserma nel sud del Paese, costata il posto al terzo ministro dell’Interno, Javier Reátegui, nell’ultimo anno e mezzo.

Per la stessa questione, rischiano la censura politica del Congresso anche il primo ministro Carlos Ferrero e il ministro della Difesa, Roberto Chiabra.

[LL] – PERU 18/1/2005

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