Civili in fuga da alcuni villaggi del Magdalena e del Meta, a seguito di nuovi scontri tra guerriglieri e paramilitari.

     

È di nuovo emergenza nel dipartimento settentrionale di Magdalena, a seguito di nuovi scontri tra guerriglieri e paramilitari, che hanno costretto oltre 380 famiglie della località di Don Diego ad abbandonare le loro case, dietro minaccia dei gruppi armati: i combattimenti, intensificatisi nello scorso fine-settimana, hanno per epicentro la regione di El Mamey, sulle montagne della Sierra Nevada di Santa Marta, dove sono stati rivenuti i cadaveri di una decina di persone, si pensa abitanti della zona.

Già nei primi giorni di gennaio, alcuni residenti avevano denunciato alle autorità locali le intimidazioni ricevute dai combattenti delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) affinché lasciassero cinque villaggi: “Abbiamo avuto paura, per quello siamo scappati verso Santa Marta, a cercare riparo presso alcuni familiari. Siamo rimasti tutti senza lavoro, i nostri raccolti sono in balìa dei gruppi armati” ha detto un contadino al quotidiano ‘El Pais’ di Cali.

Secondo alcuni testimoni, la guerriglia avrebbe intensificato le azioni armate attorno al 14 dicembre scorso. “Ci hanno detto di andarcene e si sono presi tutto il nostro cibo. Ora siamo obbligati a dormire per strada, senza assistenza” ha raccontato un altro ‘campesino’. Una situazione simile si sta registrando anche nel dipartimento centrale di Meta, dove 300 civili sono fuggiti dai centri di La Argelia, El Darién, San Vicente Bajo e La Esmeralda verso la località di Puerto Rico, a causa di combattimenti tra Farc e Autodifese unite della Colombia (Auc): lo ha reso noto il segretario di governo di Puerto Rico, Wilson Muñoz, precisando che i ‘campesinos’ sono ora ospitati in alloggi di fortuna in diverse scuole del quartiere di El Recreo. Necessitano di assistenza, soprattutto generi alimentari, che il comune potrà somministrare per un tempo limitato, non avendo molte risorse economiche a disposizione, ha aggiunto Muñoz. [FB]

Colombia, 18/1/2005

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